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Presentazione personale


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9 agosto 2016



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Quattro dimensioni ha l'esistenza umana di cui l'accumularsi del tempo ne è parte essenziale. E per "psicosomatica" non intendo soltanto un metodo di "cura" ma una branca della "scienza”.
Mi interessa più la vita NORMALE nelle situazioni NORMALI che un recupero precario della salute; più lo svolgersi NORMALE delle situazioni nei loro SVILUPPI che gli eventuali danni presenti e futuri non evitati. Mi interessano i fisiologici - attuati o disturbati - cambiamenti in differenziazione visti dalla parte di chi si sta sviluppando, come anche ogni vita umana a partire però sempre dal contesto infantile ORIGINARIO, in un discorso unitario dedicato al concetto di INIZI, di passaggi successivi, di fasi di sviluppo: di passato, presente e futuro, di "organizzatori" e di coni di espansione che si integrano e interagiscono a vicenda.
E mi interessa l'ininterrotta presenza della MEMORIA - sia conscia e fonte di significativa "esperienza", sia rimossa, inconscia e spesso causa di danni
Purtroppo lo studio delle POSSIBILITA' EVOLUTIVE degli esseri umani non comporta soltanto aperture "positive": anche la MALVAGITA' e le sue concrete attuazioni ne fanno realisticamente parte e debbono venir segnalate. Di riscontro possono attivarsi enormi possibilità non solo di RESILIENZA personale ma anche di vitale ARRICCHIMENTO e salvaguardia COLLETTIVI.

Medicina: SCIENZA applicata e multidisciplinare.

Quando la cartella clinica è terapeutica... Dare ai ricordi una specie di seconda vita? che si trasforma in uno dei suoi componenti nello strumento terapeutico totalizzante di una professione a se stante detta appunto PSICOTERAPIA. La PAROLA rispettivamente espressa e ascoltata come base di una "professione" che omette la corporeità di entrambi i partecipanti e la fisicità degli elementi ambientali? in un'attività professionale che si basa sull'ascolto e sulle eventuali "interpretazioni", accontentandosi della verbalizzazione di soggettivi contenuti da "dichiarare" e di altrettanto soggettivi "ammaestramenti" da propinare facendoli "cadere dall'alto"? MEMORIA e SVILUPPI NORMALI sono i miei preferiti campi di studio e ricerca come oggetti dinamici di una SCIENZA multidisciplinare non avulsa dalla CONCRETEZZA. Ma anamnesi di memorie terribili mi hanno fatto conoscere e obbligata a studiare anche il campo opposto a quello della NORMALITA': i limiti estremi dell'umana MALVAGITA' e delle sue conseguenze.
La Medicina - vedi per esteso in: Medicina: scienza applicata e multidisciplinare: Emozioni, istinti, ricordi, contraddizioni - e i suoi “miracolosi” progressi, la Medicina e alcuni magari “acrobatici” successi, la Medicina e i suoi errori, la Medicina a cui ci si rivolge supinamente obbedendole, oppure denigrandola e altrettanto supinamente cercandone fideistici sostituti…. Dai più semplici addetti ai lavori a “pazienti” fruitori occasionali; dagli “esperti” più o meno ufficiali alla comune “gggente” ; dalle chiacchere per la strada a tutto il “salvifico” immaginario collettivo: al pari di alcune manifestazioni sportive e di intrattenimento, ora anche la Medicina si colloca al centro di un’attenzione che addirittura la spettacolarizza. Dati numerici di laboratorio su cui ciascuno disquisisce come se si trattasse di punteggi sportivi o di titoli in Borsa; un’ipotetica Medicina Olistica contrapposta alle Specialità frammentarie, mitici Specialisti contrapposti ai … medici della mutua ecc.…
E una - intransigente - “Medicina superscientifica” che si arroga il possesso di infallibili strumenti di sicuri accertamenti e di infallibili cure, che vorrebbe far consistere il giusto e il sicuro su dati numerici – più o meno pilotati e/o più o meno ben raccolti ed elaborati –, equivocati come scientificamente “matematici”. Un altro elemento di pseudo-certezze nella distinzione tra quanto compete alla Scientificità della Medicina e quanto alla “magia” miracolistica è dato dall’appoggio offerto da un’altra Scienza, la Chimica, con le sue "formule" - anch’esse però facili da sparare a vanvera magari per  venir poi proposte come farmaci toccasana -: numeri e formule portatori delle inoppugnabili “certezze” della ”evidence based medicine”, da contrapporre ad una medicina “soggettivistica” da considerarsi più “un’arte che una scienza”, se non un qualcosa da ciarlatani.
Ma se pur si vuol considerare la matematica come fondamento basilare di ogni serietà scientifica perché poi posporre se non ignorare la matematica degli algoritmi rispetto a quella delle statistiche? E come è ammissibile una dottrina “scientifica” che presenti processi biochimici come immobili quando invece si è in presenza di fenomeni tipicamente “dissipativi”?
Della Medicina come insieme di studi fanno comunque parte varie branche, in parte necessarie come basi soltanto teoriche, in parte utili per differenziare le conoscenze e le prestazioni a seconda di vari criteri, impostati seguendo sequenze di approccio più o meno di logica o di … mercificazione. Una delle branche basilari della Medicina teorica è quell’insieme di dottrine e ricerche istituzionalmente chiamata in ogni lingua Patologia Generale che si occupa di tutto il sistema variegato e composito delle cause, concause, situazioni, interazioni. In sequenza con la Fisiologia normale a questo campo di studi compete l’evolversi o meno delle disarmonie apportate alla omeostasi dinamica, ma ben raramente cause isolate incidono in modo determinate sulla “salute”:  nel loro modificare il normale svolgersi dei fenomeni vitali nel loro normale interagire ben più frequenti sono i raggruppamenti - "costellazioni" - di cause e concause attraverso varie e interrelate possibilità d’azione. E tutto questo non solo in vari modi e non solo su di una ipotetica salute: mai statica ma in quei continui equlibri dinamici che definiscono la vita stessa nel suo insieme (contrapposta proprio alla morte). In gergo tecnico lo studio delle cause si chiama "eziologia" mentre lo studio dei loro meccanismi d’azione si chiama "patogenesi"; ma sia questa che quella possono esser considerate vera Scienza solo quando siano ben accertate e non arbitrariamente iper-semplificate, quando siano davvero considerate nella loro essenza, ma anche nel dinamismo delle loro  evoluzioni, eventualmente solo allora passibili di verifiche attraverso ripetizioni e conteggi, confrontabili osservazioni e, se del caso, anche sperimentazioni.
Ogni esistenza si esprime attraverso moltissime vie nel presente immediato con correlazioni varie e continue con l’ambiente: ed è vero che campo importantissimo di affidabili conoscenze “scientifiche” sono le basi chimiche della omeostasi interna intimamente e fisiologicamente in dotazione di ogni essere vivente. Suscitate e modificate in continuazione sia da condizioni endogene dell’omeostasi, sia da stimoli esogeni, le emozioni si esprimono, si susseguono e intersecano mediante precise basi chimiche: come già dice il loro nome, in continuo modulato movimento. “Emotivo” non vuol dire “inconsistente” da sottovalutare se non schernire, ma indica l’emergere e variare di questi fenomeni di brevissima durata: sì manifestazioni tipicamente vitali della sfera somatica, anzi somatico-viscerale, ma la cui attivazione colora e dà significato ad ogni momento dell’esistenza globale, pur al di là della consapevolezza percettiva – facoltà questa lentissima e unilaterale se paragonata alla prontezza delle risposte biologiche -. E’ così che, nella soggettività individuale, trasformazioni interne autogene e modificazioni ambientali scatenanti -“intuite” per mezzo di un ben affinato patrimonio di sensibilità o di un suo recuperato risveglio - possono trasformare in duratura esperienza ogni episodio della vita, e la consapevolezza così incrementata accumularsi in “saggezza”. Anche se inavvertite queste espressioni chimiche delle condizioni interne degli organismi viventi non rimangono però nascoste al loro interno: si manifestano nel soggetto stesso in modificazioni viscerali e esperenziali soggettive e in comportamenti oggettivi, ma allo stesso tempo l’emissione – chimica inconsapevole – di feromoni volatili (nonché altre varianti del campo magnetico ecc.) nell’ambiente circostante trasforma ogni semplice “presenza” vivente in un fattore importante di cui tener conto negli algoritmi delle eziologie e patogenesi. Ed è così che ogni organismo vivente è in ogni momento un fattore di modificazioni più o meno disturbanti tutt’intorno a sé, ma è anche così che può divenire un elemento di raccordo in una vasta catena “comunicativa” : con le “sue” emozioni contribuisce cioè a costruire quella che chiamiamo genericamente ’”atmosfera”.
L’essere umano in quanto appartenente al mondo vivente, non è da considerare come un elemento speciale con regole solo proprie: anche per le vie puramente biologiche più complesse e potenti è inserito nelle variazioni dell’ambiente come parte ricevente ed agente. Anche nell’essere umano esistono cioè gli istinti, una ben potente facoltà  “biologica” chimica (e non solo), scatenata da stimoli ricevuti per una via sensoriale immediata in modo così rapido e intenso da sfuggire alle possibilità di consapevolezza percettiva, una facoltà che, rispetto alle “emozioni”  può agire a molto più vasto raggio nello spazio e nel tempo con variazioni molto più intense di tutta l’omeostasi corporeo-ambientale. Gli istinti costituiscono un sistema potentissimo per la salvaguardia dell’esistenza dell’individuo o/e della specie, messo in moto da scariche di coordinati e duraturi ormoni e non soltanto da effimeri neuromediatori e neuromodulatori. Ma la costellazione del sistema endocrino è complicata, delicata, le scariche di energia – elettromagnetica ecc. – una volta avviate modificano ogni fattore circostante, e se gli istinti in azione possono determinare enormi cambiamenti nel modo di “essere” e di situarsi dinamicamente nella realtà,  persino modificandola oggettivamente, possono sia procedere in modo molto appropriato, sia in modo disorganizzato e caotico, distruttivo. (Vedi come esempi dello stesso istinto sia  i “salvataggi” che il “panico”, la “morte di crepacuore” e certe sopravvivenze al limite del   “miracoloso”).
Nel variegato gioco delle cause e concause patogene (e/o salvifiche), la medicina sia nella sua forma primaria di igiene e prevenzione, sia in quella secondaria di terapia, deve quindi tener conto anche di queste parti dinamiche della Fisiologia dell’esistenza in atto, ma deve anche conoscere le varie modalità in cui si era concretizzata nel tempo l’essenza del vero essere umano di cui al momento si sta occupando. Infatti questo “essere umano” non è un monolite dato come tale e come tale immodificabile: ogni vera esistenza attraversa sì molti cambiamenti episodici, ma dovrebbe raggiungere la propria pienezza solo dopo aver assecondato ben definite fasi di sviluppo, attraversato cioè normali, predisposte vie e modi di essere in sequenze biologicamente determinate, secondo un ritmo regolare di sviluppi fisiologici (al plurale), ben modulati come tempi e come modalità. Nella specie umana però questa lunga preparazione costituisce un’ulteriore elemento di fragilità: le tappe preparatorie sono lunghissime, sono in apparenza discordanti anche se invece ben coordinate per Natura, e necessitano di ben precisi e ben impostati appoggi esterni incentrati su ben precise costellazioni emotive.  Armonica pur nella sua tipica discontinuità questa “complessa” sequenza si manifesta sia nei cambiamenti delle forme corporee, sia nel prevalere di alcune funzioni e relazioni, affetti e sentimenti, attività e preferenze, come pure fase per fase nella costellazione meglio attivabile degli istinti. (E’ ognuno di questi raggruppamenti di fattori coordinati insieme quello che giustamente venne definito “complesso”, con una accezione del termine analoga a quella poi venuta di moda nel caso dei “complessi” musicali:). L’essere umano “maturo” dovrebbe essere molto potente e versatile soprattutto perché ogni tappa di questi sviluppi dovrebbe avergli lasciato – come una materia di studio ben assimilata – la propria solida impronta: ma ogni passaggio per esser pienamente compiuto deve aver trovato riscontro ai precisi bisogni psicologici e/o ambientali (nota bene: bisogni non "desideri") della fase attraversata nel suo percorso soprattutto iniziale (cioè infantile). Nel suo svilupparsi graduale attraverso tappe preparatorie e irrobustimenti successivi un sistema così variegato di integrazioni multiple si regge su equilibri potenti ma delicati, per cui rimane relativamente facile per vie più o meno dirette attuare vere castrazioni sul singolo individuo come su intere popolazioni. Precisi contingenti bisogni misconosciuti e/o non appagati tendono infatti a lasciare strascichi di precise, determinate incompletezze e/o deviazioni non solo nel presente ma a cascata per tutta l’esistenza, analogamente alle dis-funzioni degli “organizzatori-induttori" dello sviluppo embrionale anatomico descritti da Spemann e Mangold. Ma non sempre il destino di queste “infanzie infelici” è determinato in via definitiva: anche in questi casi la prassi della medicina può proporre una terapia, che non sia solo una compensazione di sintomi, ma una piena restitutio ad integrum con una prospettiva finale di guarigione che è la ricostruzione della loro esistenza ed essenza come avrebbe potuto e dovuto essere.
Fortunatamente nella specie umana esiste in più un sofisticato strumento la parola, che può venir bene o male usato ma che comunque offre un’iniziale possibilità - “dando un nome” alle “cose” - di trasmettere con una certa precisione fatti ed anche sensazioni presentando così direttamente un potente strumento di conoscenza, ma anche di travisamnto e inganno: una vera medicina pratica e/o scientifica non può quindi prescindere dall’approfondimento anamnestico del presente e del passato anche remotissimo del paziente in cura e dell’oggettivizzazione di ogni metodica di conoscienza e cura.  La "Scienza" comunque, anche quella con la "S" maiuscola è esercitata da persone, e se in ogni caso gli esseri umani con i loro comportamenti "personali" si costituiscono come cause e concause a valanga di accadimenti successivi - buoni o cattivi che siano -, ancor più a largo raggio questo avviene con i comportamenti "professionali" e "pubblici". Gli scienziati, come i politici, come chi è deputato a divulgare le informazioni sono “persone” in carne ed ossa e con un loro ben preciso e ben assimilato passato: in ciascuno – compresi gli scienziati e i curanti - carenze o distorsioni personali nel modo in cui si era svolta o ingarbugliata l’ infanzia possono lasciare falle entro cui bisogni pregressi e sviluppi non maturati lasciano dilagare credulità e disponibilità a-critica nei confronti di ogni alone mitico che circonda qualsiasi pseudo-rassicurazione. Anche la "Scienza" con le sue "Scoperte", può venir quindi ad essere mistificata, e un’ammirazione staticamente superstiziosa premiare le sue espressioni peggiori, tanto più se le sue ipotesi sono proclamate con sicumera come teorie e dettami, e i suoi "numeri" e le - non si sa come ottenute - "statistiche" vengono poste come baluardi tra le “paure” e una mitica Protezione assoluta. Soprattutto di tutto questo dovrebbe occcuparsi una specializzazione importante della Medicina come dottrina e come professione: la Psichiatria il cui campo d’azione è deputato ad approfondire quanto riguarda l’essere umano nelle sue interrelazioni e nei suoi personali vissuti. In sede côlta la si valuta e rivaluta, si disquisisce della sua scientificità contrapponendo scuole nelle quali “i fondamenti epistemologici di positivismo razionalistico”  vengono contrapposti a quelli “dell'empirismo logico adottati dagli Autori Americani”; in un presente a-temporale si confrontano scuole e scuole, (pseudo-)chimica farmacologica, e psicodinamica delle relazioni del presente, innatismo e cognitivismo ecc. ecc.; ma troppo spesso da ciascuna di queste “scuole” a se stanti vengono proposti metodi terapeutici e diagnostici che sempre più distaccano questa specializzazione dal suo normale alveo di parte integrativa, di strumento operativo specializzato nel grande campo della Medicina generale.
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Questi presupposti, illustrati in modo molto dettagliato, sono stati raccolti nei libri e nel sito web ad essi correlato, - “Le faccende domestiche. Ergonomia e psicologia di un vero lavoro”“Infanzia:tempo di mutamenti”, “Bambini di ieri=adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani” - che a prima vista potrebbero apparire dedicati non a dei “fondamentali” della psichiatria teorica ma ad argomenti, quali quelli dei "bambini e della vita domestica", "piccini, insignificanti, estremamente privati", se non prettamente "femminili". E qui si raggiunge il titolo  “Quando la cartella clinica è terapeutica” a cui seguiranno attraverso ragionamenti logici e dati di fatto le vere motivazioni di questo articolo.
La vera fisiologia dell’esistenza in atto non può prescindere dalle correlazioni multiple del presente nè dalle varie modalità in cui si era concretizzata l’essenza di quel vero essere umano. . Emozioni, rapporti, sentimenti, affetti, esperienze soggettive fanno parte della realtà effettuale, di quella realtà definita come “psicologica” per cui, sia nella sua forma primaria di igiene e prevenzione, sia in quella secondaria di terapia, la loro sottovalutazione toglierebbe elementi basilari di efficacia alla Medicina come professione pratica, ed anche alle esigenze scientifiche della ricerca Medica nel suo doveroso riconoscimento della vera pluralità dei nessi autentici di causalita - ben più vasti e complicati di quanto ogni “scuola” o tendenza vorrebbe far credere -.
Detto in termini più espliciti, ogni dato non correlato con la parte psicologica dell’esame del paziente, ogni diagnosi non contenente anche il massimo di questo tipo di informazioni non può che dare risultati difettosi. Ma non basta: tornando al discorso della scientificità matematica della ricerca di precisi algoritmi, come si può non tener conto attento e critico dello stato emotivo concomitante ad ogni momento dell’incontro medico-paziente? Come si può non rischiare di travisare tutto il quadro, di sottovalutare elementi fondamentali e/o di ingigantirne altri che sono veri appelli relazionali e non sintomi fisici, o al contrario dar retta a veri inganni rifilati come richieste? Come si possono evitare errori colossali, a loro volta a rischio di venir autoconfermati in successive statistiche puramente numeriche?
Nella scienza l'inaspettato che dà grandi informazioni si dice "serendipity" e inaspettatamente una attenta e ben orchestrata anamnesi, cioè la raccolta delle informazioni dal paziente, non solo può rivelarsi un fondamentale strumento diagnostico - spesso molto migliore di sofisticate se non invasive analisi strumentali -; ma può diventare anche e persino - e qui sta l’inaspettato regalo! - uno strumento di cura.
Comunque non sono un'antropologa - o lo sono solo un pochino - sono un medico e il mio lavoro è quello del medico CURANTE che qundi è costretto ad incontrare tanti "bambini dallo sviluppo infelice" ed ex-bambini usciti da uno sviluppo difettoso, ma da recuperare: cioé non per questo - come già detto più sopra - condannati senza scampo a vivere solo "DA SCHIAVI". Esperienze magari assolutamente terribili se accolte, rivissute e risolte certo se possono trasformarsi in fondamentali apporti di SAGGEZZA e CONOSCENZA per il soggetto, sicuramente possono anche per chi ne viene a conoscenza, le accoglie e le "comprende" rappresentare importantissime fonti di inaspettate informazioni, da cui ricavare importantissimi arricchimenti non solo culturali e da diffondere, ma anche forti e documentati progetti politici su cui impegnarsi.
 Occupandomi di Psicosomatica, ed accettando ogni genere di pazienti, ho avuto l’occasione di imbattermi in casi di patologie psichiche e fisiche molto preoccupanti dovute ai rivissuti e/o ai postumi di gravissimi traumi psicofisici derivanti da situazioni molto abnormi in tempo di pace: mi sono trovata a curare vittime di abusi sessuali ripetuti, di rituali satanici, di esperimenti medici condotti su non-consenzienti se non su ignari, ad occuparmi di persone costrette a questo come in schiavitù, e ad altro ancora peggiore... attinente anche ad esperimenti delle cosiddette "armi-non-convenzionali" e/o alle "non-convenzionali" energie. (vedi citazione che precede il titolo e il sito e i libri dell' Associazione italiana, scientifica e giuridica, contro gli abusi mentali, fisici e tecnologici )

(Dal lato dell'impostazione socio-culturale personale vedi sia:
 sia la bibliografia accessibile anche in rete.
Raggruppati per singoli agomenti, aggiornati e completati, i capitoli ormai superati del libro Bambini di IERI= Adulti di oggi. Adulti di oggi -> Adulti di DOMANI sono presenti in volumi separati a cominciare daInfanzia un mestiere difficilissimo in cui il file Considerazioni e conclusioni / To complete and to outline come V capitolo offre una sintesi organica e riassuntiva di tutti i problemi in discussione. Tutti i nuovi volumi possono esser acquistati come veri "libri", ma i relativi pdf possono senza limitazioni venir SCARICATI e stampati a proprie spese dall'utente, ma a due condizioni:
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A proposito di psicoterapia/e si parla tanto di “analisi finita o infinita”: la mia convinzione va in assoluto verso la possibilità di un vero COMPLETAMENTO come ottimale prospettiva di psico-sociale restitutio ad integrum di quella determinata persona al di là di ogni difficoltà, blocco, trauma, sofferenza e compensazione patologica che possono aver incontrato, subìto e/o attuato. Traumi di tutti i generi possono danneggiare una persona, ogni forma di patologia mentale è formata da compensazioni fasulle e durature, ma non esistono solo traumi “esterni”, esistono anche difficoltà nella gestione contradditoria delle emozioni, mentre talvolta con gravissime conseguenze future momenti cruciali dello sviluppo possono venir interferiti in modo che invece sarebbe sembrato subliminale.
Ecco perché la mia pratica clinica ed ancor più le mie ricerche scientifiche mirano instancabilmente alla ricerca e definizione delle fasi di sviluppo ed alle loro vicissitudini Mia intenzione e inizi erano di dedicarmi alla ricerca puraistochimica in Patologia Generale - a cui però ho preferito l’attività clinica, mai abbandonando soggettivamente però l’impostazione metodologica della ricerca nella Patologia Generale, cioè dell’attenzione costantemente rivolta ai meccanismi delle cause, concause, effetti, perdite dell’omeostasi e recuperi magari in vie evolutive di - resiliente - potenziamento verso un raggiungimento di superiore "individuazione" e solida autenticità.
Le emozioni come dice il nome sono brevi condizioni “chimiche” suscitate sia da condizioni endogene sia da stimoli esogeni: nascono nella sfera somatica, anzi somatico-viscerale, si manifestano soprattutto nella sfera somatica e possono o meno modificare quelle affettiva, cognitiva, comportamentale. E comunque il sistema della consapevolezza percettiva sia delle proprie emozioni e trasformazioni interne autogene che delle modificazioni ambientali scatenanti è in fondo lentissimo e unilaterale, e richiede un vivace addestramento della sensibilità per poter effettuare a pieno il proprio compito di trasformare le sensazioni in VISSUTE ESPERIENZE.
I sentimenti sono disposizioni, o meglio “rappresentazioni” interiorizzate di elementi della realtà circostante, sono entità stabili che AGGIUNGONO SPESSORE all’individuo e ne ampliano la “dimensione” esistenziale al di là dei limiti spazio-temporali del corpo.
E' stato detto - da Nietzsche ne "La gaia scienza" - che se ricollegarsi è sinonimo di autenticità, che la vera sapienza è il ricollegarsi a quello che si sapeva già, alla propria esperienza esistenziale di riscontro "la pazzia è l'oblio di un grande dolore...". Ma l'inautenticità prosegue la sua opera distruttiva: al "grande dolore" e all'oblio successivo segue un progressivo ottundimento comunque quasi sempre "smentito" da un accompagnamento incongruo e occasionale di ansie se non terrori, non solo non proporzionati ma neanche collegati con ciò che sta accadendo.
E tutto questo può continuare a svilupparsi, per acquietarsi semmai forse soltanto in una forma di - apparente - ulteriore, rinnovata stupidità, ultimo gradino di difesa contro una sofferenza definitivamente senza perchè.

E' stato detto che "la follia è l'oblio di un grande dolore...", e che questo non è un destino inesorabile. Infatti come lo sviluppo in termini di "futuro" ha per Natura una sua regolarità intrinseca, così questa regolarità fondante può ritrovarsi depositata nella memoria. Niente va perso degli eventi del passato ma neanche delle fasi di sviluppo pur disattese o smentite: in ogni momento tutta la sequenza dei fatti e dei percorsi può venir riattivata verso una maturazione anche ottimale. Ma se questa via ingarbugliata procura rinnovati scoraggiamenti a chi è stato danneggiato, rassicura invece chi l'ha in cura: è proprio questo modo ZIG-ZAGGANTE in cui vengono alla luce i rivissuti che ne denota ed anzi DA' GARANZIA della loro veridicità; mentre al contrario ogni troppo presuntuosa precisione deve piuttosto suscitare diffidenza e cautela (come del resto IN OGNI CASO di TESTIMONIANZE e loro modalità di esposizione.
Analogamente alla funzione degli "organizzatori-induttori" dello sviluppo embrionale esistono infatti precisi bisogni psicologici e/o ambientali (nota bene: "BISOGNI" non "desideri") che se non appagati producono precise, determinate incompletezze e/o deviazioni a cascata dalle normali, predisposte vie di sviluppo (vedi anche in "Imbroglio è il contrario di sviluppo"). 
Gli esperimenti più celebri di Spemann e della sua collaboratrice, Hilde Mangold, furono pubblicati nel 1924 e portarono al concetto di "induzione primaria" e di "organizzatore". Questa scoperta ha avuto un ruolo centrale nell'embriologia e per molto tempo l'intero sviluppo embrionale, non solo negli anfibi, è stato considerato come una lunga serie  di eventi induttivi. Nel 1935, Hans Spemann ottenne il Premio Nobel per la Medicina. Vedi in Biologia dello sviluppo:.. organizzazione embrionale; fenomeni di induzione, territorio induttore e territorio competente; proprietà dell'organizzatore embrionale; generalizzazione dei fenomeni di induzione; induzioni di ordine superiore; gli induttori eterogenei e tentativi di identificazione dei principi induttori.
Come avviene per gli "organizzatori" biologici dello sviluppo embrionale che DEBBONO agire in modi, tempi e soprattutto SEQUENZE stretti e precisi per creare organismi senza difetti e non "mostruosità", esistono traumi in apparenza "piccoli" che, se però giungono in un momento e in modo sbagliato del processo di armonizzazione delle maturazioni intelletuali, sociologiche e affettive, ne scombinano una cruciale fase: e non solo alterano questa cruciale fase di sviluppo, ma anche le sue successive. Ecco un nuovo "mostro", che può avviare a valanga una catena di errori in peggioramento successivo. Ecco che da allora, in un circolo vizioso avvitato su sé stesso, queste "disorganizzazioni" possono continuare ad aggravarsi verso vie patologiche a loro volta aperte a diramarsi al di fuori della persona singola fino a travolgere - nel presente, ma spesso ben oltre anche nel futuro - intere esistenze: la propria e molte altrui.
Ma come si può pensare che, analogamente a quelli "gravi", anche "piccoli traumi" possano dar origine a malattie tanto invalidanti come nevrosi o psicosi? Come può risultare tale da scombinare l'intera esistenza successiva un - per gli adulti circostanti - "piccolo" disguido "soltanto" a partire dal danno arrecato a una "fase dello sviluppo" non riconosciuta come cruciale? E se così fosse: come conoscere e proteggere i fondamentali stadi di discontinuità in cui si perfeziona lo sviluppo? Questo è precisamente il principale scopo del libro presentato in questo sito: Infanzia: tempo di mutamenti, e lo si può dedurre già dal suo stesso titolo. E se nevrosi e psicosi si strutturano su tentativi di "meccanismi di difesa" compromissori (vedi ad es. per documentazione e bibliografia Sandler Joseph  L' analisi delle difese: conversazioni con Anna Freud), come si può pensare che un bambino piccolo, se non un lattante possa "scegliersi" una "difesa" saggia ed efficace?

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Già scaricabile dalla Rete e leggibile su tablet e Kindle sarà prossimamente anche stampata la nuova versione - per il momento incompleta - la nuova edizione di Infanzia: un mestiere difficilissimo


Consapevolezzapevolezza e memoria
ESPERIMENTI SU BAMBINE_I.PDF
Quando la cartella clinica è terapeutica... Dare ai ricordi una specie di seconda vita?
Medicina: scienza applicata e multidisciplinare: Emozioni, istinti, ricordi, contraddizioni
Danza-del-tempo. Giornata.pps 
Danza lenta
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From children of  YESTERDAY to adults of  TOMORROW
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