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IMBROGLIO E' IL CONTRARIO DI SVILUPPO

Da: 'La violenza contro il bambino' a 'Tempo di mutamenti' e 'La meglio gioventù'


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IMBROGLIO E' IL CONTRARIO DI SVILUPPO diAnna Abbiate Fubini è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.

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30 aprile 2017 / April 30 2017



(*)sono in continuo aggiornamento nuovi dati e personali considerazioni(**), con una nuova essenziale citazione


Nella SITEMAP del sito si trova l'elenco completo di tutti i file. 
Sono in rete le bozze in corso di aggiornamento della nuova edizione di Infanzia:un-mestiere-difficilissimo. Il pdf è scaricabile dalla Rete e leggibile su tablet e Kindle èer cui  prima di venir stampataosu carta - gradirà e utilizzerà  commenti e critiche.

diverse età: maschi, femmine, cani e gatti
Maturità è tutto ?
Sì, ma soltanto quando derivi da un progressivo e differenziato S-VILUPPO non da un cronologico mono-tematico  accrescimento.
E se s-viluppo è l'uscita da un programmato "viluppo",  processi  successivi imprevisti possono EVOLVERE in infinite direzioni. Ex-voluzione cioè va ben al di là di s-viluppo: ma il concetto di sviluppo in generale non copre solo processi vantaggiosi: anche gli sviluppi della distruttività sono sempre attuabili.

E' in rete la bozza della nuova edizione MOLTO RINNOVATA DEL libro
Infanzia:un-mestiere-difficilissimo
Il testo non è ancora completo e del tutto corretto, ma può già venir scaricato gratuitamente dalla rete. Anzi saremmo grati a chi volesse commentare e criticare e a chi lo stampasse per conto proprio su carta in modo da conservarne copie nel caso non trascurabile venisse distrutto l'originale - come era già accaduto per questo file.

InsiemeLE FACCENDE DOMESTICHE e INFANZIA: tempo di mutamenti formano la parte integrante di un discorso unitario e speculare dedicato al concetto di INIZI, di passaggi successivi, di fasi di sviluppo: di passato, presente e futuro, di "organizzatori" e di coni di espansione - ...dal sublimato al concreto dal corporeo all'astratto - che si integrano e interagiscono a vicenda.
In altri termini, reciprocamente entrambi - l'uno "dalla parte dei bambini", questo "dalla parte degli adulti" - cercano di contribuire a far considerare le "attività umane" e non soltanto gli "esseri umani" secondo "paradigmi di sviluppo" che si succedono si collegano in passaggi diversificati che, se in apparenza contrstanti, sono invece regolari, consequenziali, in necessaria integrazione.
Healthy Children Development is Essential for Lifelong Health
  • Non c'è salute senza la salute mentale
  • La Medicina moderna, passa da esclusiva azione di cura della Malattia, a quella più vasta di promozione e tutela della Salute
  •  da una maturazione armoniosa evolveranno le migliori nuove vie costruttive


Considerate la vostra semenza
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e conoscenza..
 



(*) Albert Einstein e la quarta dimensione

Un aneddoto che forse non è realmente accaduto, ma che è comunque molto istruttivo Un vecchio indovinello geometrico riproposto sotto forma di aneddoto nel libro di Maria Toffetti, spiega con facilità questo concetto, troppo spesso non accettato o relegato a fumoserie irrazionalistiche, un concetto invece che sembrerebbe ovvio sia sul piano generale sia e tanto più sul piano delle esistenze degli esseri viventi.
Anche Albert Einstein si occupò di tetraedri: a un convegno, criticato per la sua inattesa concezione di uno spazio-tempo a quattro dimensioni, chiese ai colleghi di costruire quattro triangoli equilateri con sei stuzzicadenti. Nessuno dei presenti riuscì a posizionare su un piano gli stuzzicadenti per formare i triangoli richiesti, il che è appunto impossibile. Allora Einstein costruì un tetraedro con i sei bastoncini e commentò: "Se non sapete usare la terza dimensione, che sperimentate tutti i giorni, come sperate di capire la quarta?"

cambiamenti liberatoriL'infanzia non esiste. Esiste lo sviluppo e lo sviluppo è cambiamento liberatorio?

Sono in rete le bozze in corso di aggiornamento della nuova edizione di Infanzia:un-mestiere-difficilissimo.
Il pdf è
scaricabile dalla Rete e leggibile su tablet e Kindle èer cui  prima di venir stampataosu carta - gradirà e utilizzerà  commenti e critiche. 


La vita è breve, l'arte lunga.
l'esperienza ingannevole, il giudizio difficile...? - Ippocrate

vedi i pdf
Consapevolezza e memoria
Quando la cartella clinica è terapeutica... Dare ai ricordi una specie di seconda vita?
Medicina: scienza applicata e multidisciplinare: Emozioni, istinti, ricordi, contraddizioni

bambini e gattini copyright Pucci Violibambine e cagnolini copyright Pucci Violi Bambini? Il NUOVO che avanza...
Immaturità?
L'infanzia non esiste. Esiste lo sviluppo
e lo sviluppo è cambiamento liberatorio


posta
in costruzioneTutto il sito viene di continuo aggiornato: sono da seguirne le frequenti modifiche (ma anche i possibili RECUPERI dai non rari danneggiamenti) per cui occorre di tempo in tempo ridargli un'occhiata; e per proporre considerazioni, critiche o informazioni che saranno in ogni caso tutte molto gradite.


Tutti i links di ogni file del sito sono continuativamente aggiornati



Mi volete per caso IMBROGLIARE !?!
neonata di quattro giorni

una...conferenza-stampa








dichiara con aria severa questa bambina di QUATTRO GIORNI (ripetiamo: GIORNI!)


Per accogliere le richieste di una più agevole lettura, i testi di questo sito sono stati - anche - trasferiti in un LIBRO: Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani
Torino
Via Ormea 69 10125 Torino (ITALY) Phone: 0039 0116507074 / 00390116505228
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Questo file/capitolo non ha un corrispettivo nei file/capitoli in inglese: ma soltanto riferimenti distribuiti in alcuni paragrafi: comunque il libro si trovano anche pubblicati nel libro From children of YESTERDAY to adults of TOMORROW, anch'esso in distribuzione presso: www.Abebooks.com, www.Alibris.com e in .

tornate alla Homepage domande, proposte, critiche?
Come tutti gli altri files, questa pagina viene di continuo rinfrescata e aggiornata: anche per garantirne ogni tempestivo rinnovamento, gradite e seguite saranno critiche e segnalazioni.


Premessa

Come riepilogo dei concetti generali di tutto questo lavoro giunge molto opportuna la possibilità di commentare una considerazione che ci è stata mossa a proposito dei metodi nefasti di allevamento e delle loro conseguenze anche nel corso delle generazioni future.
Da segnalazioni contenute in vari file/capitoli, da questo Imbroglio è il contrario di sviluppo a Delgado & Skinner ecc. l'interlocutore aveva - erroneamente! - dedotto che una volontà specificamente "malvagia" operasse con precisi propositi dietro le quinte per ottenere un simile risultato.
PURTROPPO invece per lo più NON si tratta di azioni programmate - che come tali potrebbero quindi venir combattute apertamente: i comportamenti degli adulti nei confronti dei bambini rispecchiano una NORMALE curva di Gauss con agli estremi qui i "buonissimi" - e i loro Maestri - e là i "cattivissimi" e i loro istigatori; mentre - e qui ripeto "purtroppo" - al centro si raggruppa una massa generalizzata e passiva di inetti, di superstiziosi, di adulti non-sviluppati, di infanzie malvissute o non vissute e/o rimosse.

Partendo dalla soggettiva necessità di far ordine nel contesto consequenziale della maturazione umana, questo file/capitolo deriva dal rifacimento di una estemporanea lettera aperta - senza risposta! - in opposizione contro un altro libro dal titolo equivocabile Tempo di mutamenti: in apparenza troppo simile ma in realtà in netto contrasto per incongruità di contenuti con i fatti basilari qui esposti e non solo con propugnate opinioni teoriche.
Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani è il titolo in italiano di questo sito e delle pagine in italiano del libro che ne deriva. From children of YESTERDAY to adults of TOMORROW  è il titolo del libro in cui vengono pubblicati i file in inglese. Il sito andrebbe consultato di frequente per seguire i passaggi dei links e degli aggiornamenti; i libri andrebbero letti entrambi per ricostituirne il contenuto "vero": infatti mentre un sito Web con la sua dinamicità si presta a continui rimaneggiamenti e aperture, queste sono impossibili da seguire in una pubblicazione stampata non periodica. Il sito è unitario per cui i vari file possono venirvi letti affiancati con il vantaggio di poterne integrare il contenuto per lo più non in esatta traduzione, in quanto può differire per la presenza - o meno - di specifici rimandi, bibliografie e citazioni. A chi conosce le due lingue l'affiancare la lettura di ogni file/capitolo può fornire migliori e più compiuti e integrati apporti di conoscenza, ma non tutti i capitoli di questi due libri si corrispondono; inoltre se alcuni files/capitoli si trovano soltanto nell'edizione in italiano, DUE differenti files/capitoli - importanti e fondanti - si trovano soltanto ciascuno in uno o nell'altro libro: in particolare l'inglese TOTEM AND TABOO REVISITED: awful and fertile rise of new superstitions va strettamente messo in parallelo con questo che non si trova invece nell'edizione inglese.
Sono due file/capitoli ben diversi come testo, ma complementari per significato intrinseco, per integrare e confermare entrambi - da differenti punti di vista e esplicitati con ben differenti argomenti - essenziali propositi una secca denuncia convalidata da molti esempi, illustrazioni e citazioni e un duro messaggio meglio evidenziato proprio attraverso le grandi differenze dei dati presentati.
Il senso sostanziale di entrambi questi file/capitoli è la condanna contro la facile tendenza degli esseri umani a venir ingannati e intimiditi; è lo smascheramento della generale "ripugnanza" a coltivare virtute e conoscenza, "saggezza" e maturità consapevole; è il riconoscre come l'ostilità ad aprirsi al "nuovo", allo "sviluppo" tenda anche al proselitismo contro ogni integrazione di fattori differenti. Come enfatizzano i titoli stessi di entrambi i file/capitoli, vi si deplora la comune disposizione a preferire suggestioni e restrizioni invece di scegliere conoscenza, disponibilità,evoluzione. Entrambi possono venir letti come fossero articoli a se stanti (il file/capitolo Totem e Taboo infatti deriva dalla fusione e integrazione di Comunicazioni Congressuali) nel loro proporre in modo esaustivo concetti-chiave attraverso esemplificazioni e problematiche assolutamente differenti. Questi elementi di pessimismo preoccupato e di manifesta opposizione necessitano comunque di una lettura più articolata: nell'economia generale del sito e dei libri vanno letti anche come completamenti e necessari ampliamenti esplicativi di Consapevolezza e memoria (e dell'inglese Consciousness and memory) e di Cosa ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della libertà evidenziandone meglio i contenuti polemici proprio nel documentarli con quanto presentato - in modo addirittura "normativo" - nel file/capitolo Delgado & Skinner. In collegamento stretto vi si evidenzia la tendenza di indirizzare la propria esistenza su simili brutte pieghe aggrovigliate su se stesse, la voglia e/o la costrizione di sottostare a dipendenze immobilizzanti e frigide ostinate nel venir preferite alla realtà delle vive emozioni, alla verità degli istinti vitali; e lo si prospetta come presupposto di una delle principali cause di profonde radici eziopatogenetiche di tutta la patologia mentale personale e sociologica generale.
Questi file/capitoli sono quindi riassuntivi e fondanti in fondo di tutto il sito e di tutti questi libri: integrano e confermano essenziali propositi e concetti di base; e, benché ben diversi come testo e forma, da differenti punti di vista e argomenti sono indirettamente parte di un discorso molto più generale: sarebbe quindi opportuno poterli leggere in parallelo e/o con rimandi incrociati ai vari file/capitoli di un altro sito - e libri It's Abuse NOT Science fiction / Gli Abusi mentali, fisici e tecnologici NON sono Fantascienza con aggiornamenti e documentazioni più aggiornate in Up-to-date Dossiers - dell'Associazione Italiana, scientifica e giuridica contro gli abusi mentali, fisici e tecnologici.

Linguaggio e libertà
I sistemi democratici... devono controllare non solo ciò che il popolo fa, ma anche quello che pensa. Lo Stato non è in grado di garantire l’obbedienza con la forza e il pensiero può portare all’azione, perciò la minaccia all’ordine deve essere sradicata alla fonte. E’ quindi necessario creare una cornice che delimiti un pensiero accettabile, racchiuso entro i princìpi della religione di Stato. Tali principi non devono necessariamente essere affermati, anzi, sarebbe meglio darli per scontati, come implicita cornice del pensiero pensabile. I critici rafforzano questo sistema accettando senza discussione tali dottrine e limitando le proprie critiche alle questioni tattiche che sorgono al loro interno. (Dall'Archivio di Noam Chomsky: vedine anche l'originale in inglese Necessary Illusions: Thought Control in Democratic Societies)

Ti racconto la storia
Intervista - Torino, Italia (IT) - 1998-03-13

Svilupparsi NON è sinonimo di "accrescersi", ma né tanto meno significa perdere i cento linguaggi: lo sviluppo chiede al contrario di "aprire" in successione preordinata quanto era già "in boccio", di "sciogliere" poco per volta le "pieghe" in cui erano avvolte in preparazione le fasi successive, di "srotolare" un potenziale avvoltolato: come già detto più sopra e non bisogna mancare di ricordarlo: sviluppo è quell'azione che del Dizionario dei Sinonimi e contrari di Niccolò Tommaseo si trova sotto il lemma 2327 di contrario di Imbroglio.

'SVOLGERE, SVILUPPARE:Si svolgono le cose volte o rinvolte, si svolgono i germi della vita; si sviluppano le inviluppate. Là dove non è inviluppo o viluppo, ivi sviluppare non ha luogo proprio. Lo sviluppare è meno facile dello svolgere... Nel viluppo c'entra spesso mala intenzione; l'imbroglio può essere effetto pur di poca accortezza, di mente disordinata. IMBROGLIO. Imbroglio significa non solo disordine ma confusione, ciò che imbroglia fa più che imbarazzare, non solo rallenta le operazioni ma le difficulta, o mescola le cose in modo da non ne trovare il bandolo di leggieri... Tutto ciò che ha vista di cosa involuta o sospetta, o comechessia non piacevole si suole chiamare imbroglio... Imbroglio da ultimo vale: frode tramata per ingannare o danneggiare altrui...

Ma se solo le cose inviluppate possono s-vilupparsi e se d'altra parte Imbroglio è il contrario di sviluppo fino a giungere al peggiore dei suoi sinonimi cioé alla "truffa", dal concetto basilare di sviluppo - e dei suoi ben definiti mutamenti - ci si deve pur anche spostare su questo "contrario" e di qui su le sue peggiori estensioni, generatrici comunque sia di violazioni. Questo file/capitolo, in aperta polemica contro ogni misconoscimento superficializzante, parte pertanto da questo necessario abbinamento di concetti basilari contrapposti che, da descrizioni di armonico sviluppo, si spostano su sue violazioni, danni e "imbrogli" destinati a tarparne lo svolgersi futuro. Qui "non ha luogo proprio"... un'accademico studio teorico dell'età evolutiva bensì l'osservazione diretta da più punti di vista di quei mutamenti nel tempo che toccano ciascuno - come persona individuale e nel succedersi delle generazioni - e di quanto tende ad intralciare o ledere lo sbocciare e non appassire di questo divenire nel succedersi delle sue aperture.

Per altre informazioni: Basi teoriche... guide... organizzazioni... e il suo corrispettivo in inglese My guides...my roots...

Presentazione e il suo corrispettivo in inglese Introduction
Presupposti e origini: Cosa ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della libertà
Significative informazioni? Significativi riferimenti? Quando la cartella clinica è terapeutica
e il suo corrispettivo in inglese Anamnesis? A way for healing...
Impostazione sintetica e globale del principio filosofico a cui si attiene tutto questo lavoro? Consapevolezza e memoria
Discussione sulle basi metodologiche e "politiche": Opinioni, fatti, accuse
in inglese: Opinion, fact, complaint

IMPORTANZA DEGLI INIZI

1)Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani ...
Originariamente questo sito era stato impostato per presentare e discutere due volumi (ed un terzo, in un certo senso complementare) che descrivono specularmente lo sviluppo umano, gli uni dalla parte della PRIMA infanzia di chi si sviluppa: INFANZIA: tempo di mutamenti e Per una crescita libera, l'altro dalla parte di chi è adulto e operante nei contesti adulti, compreso allevare generazioni successive: Le faccende domestiche. Ergonomia e psicologi di un VERO lavoro.
Argomenti piccini, privati, femminili...? o fondanti presupposti sintetizzabili nelle solenni citazioni

Considerate la vostra semenza
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e conoscenza..



Ripeness is all [la maturità è tutto]


In essi infatti non si affermano solo i concetti - comunque fondanti - che nell'infanzia e nella vita di famiglia si trovano le profonde e indirizzanti radici - la semenza - di ciascun essere umano a partire dal contesto ORIGINARIO: nei libri e nel sito vengono con precisione spiegati i percorsi del procedere differenziante dell'esistenza e delle generazioni umane.
L'attuarsi delle potenzialità intrinseche dell'individuo - del suo s-viluppo - si esprime in un movimento non consecutivo e lineare, ma curvilineo verso orbitali e s-volte: ecco perché è necessario che nei libri - e nelle pagine del sito - il concetto di INIZI, di passaggi successivi, di fasi di sviluppopassato, presente e futuro, di indispensabili e delicati organizzatori.
venga esplicitato in un discorso unitario ma differenziato di
Ripeness is all (?)
Sarà pure "tutto" ma solo come meta di un percorso non circoscritto e non descrivibile in poche parole, poichè - quando procede nel giusto modo radicantesi su solide basi, srotolate in successive armoniche volute - può a sua volta dar avvio a numerosissime nuove espansioni di altissima potenzialità e varietà: ed è così che, ad ogni fase, ad ogni "orbitale" di raggiunta - provvisoria - maturazione, anche il mondo esterno può venir fruito come fonte inesauribile di sempre nuovi apporti.
Ma un simile procedere com-plicato (etimologicamente = composto da tante pieghe) non può avvenire senza difficoltà e distorsioni: come può aprirsi in armoniche evoluzioni, al contrario mancate integrazioni e/o difettosi organizzatori possono avvitarlo su se stesso in distruttivi circoli viziosi (non per niente in italiano esiste la locuzione prendere una brutta piega). E mentre sia le evoluzioni positive, sia i distruttivi circoli viziosi si integrano e interagiscono a vicenda questo arricchisce o com-plica o danneggia non soltanto le esistenze biologiche individuali, quanto anche i rapporti affettivi e comunque interpersonali, quanto anche le attività lavorative più o meno "importanti", quanto ancor peggio persino le vicende socio-politiche generali, da cui anche interferenze nel possibile destino delle generazioni future.

"Complessi" e irrinunciabili "fasi"

Nei fondamenti della religione e filosofia cinese si trova una classificazione molto autorevole, che - sia pur solo intuita da noi occidentali in modo implicito e non definito - va considerata alla base di ogni conoscenza umana. In ogni aspetto e modalità dell'ESSERE due vie basilari si alternano in ogni momento: l'una come lo Yin, interiore, quieta, espansa, materiale, statica..., l'altra , come lo Yang movimentata, diretta, tesa, collegata con le funzioni e con le energie e con il mondo esterno. La prima via offre la capacità centripeta di godere o almeno di provare sensazioni (il principio di piacere di Freud), di conservare e preservare; la seconda - rivolta verso l'esterno (il principio di realtà) - di indirizzare, di padroneggiare, di controllare, di cambiare, ma anche di distinguere, separare, escludere, ma pertanto anche CHIARIRE e precisare.
E così, ad ogni passaggio non antitetico ma completante debbono seguire - anzi "conseguire" - i suoi opposti e simmetrici aspetti.
Il termine complesso usato nel campo psicologico inizialmente indicava la difficoltà da individuare nel test di associazione verbale di Jung (derivatogli da Ziehen e da lui citato nel Significato psicopatologico dell'esperimento associativo) nel proseguire la somministrazione del test di fronte ad una precisa parola-stimolo, il momento di inciampo segnalava l'esistenza di un problema collegato con questa parola: e "difficoltà", "inciampo", "problema" ecc. sono rimasti ancora la tipica accezione - spregiativa - con cui popolarmente viene usato il termine "complesso".
Ma questo termine, che è in fondo un aggettivo/participio sostantivizzato, fu molto più efficacemente scelto da Freud per indicare invece qualcosa che ben presto si rivelò essere non solo un'espressione metaforica ma un accertato CONCRETO elemento della realtà oggettiva, con lo stesso significato di fondo - unione nella necessaria diversità - come lo è nel caso dei complessi musicali.
Ma se "complesso" rimanendo aggettivo o participio è sinonimo di complicato, questo termine, trasformato in sostantivo, è ancora più adatto ad indicare un effettivo elemento della realtà concreta: dallo svolgersi graduale delle sue "pieghe" poco per volta non più tenute insieme - "com-plicate" - possono prendere origine e irradiarsi tutte le possibili vicende di una piena esistenza.
Su basi non aggrovigliate lo sviluppo intrinseco può integrare apporti fondanti esterni: a partire da solide e non aggrovigliate basi possono prendere origine - stabile e creativa - nuovi EVOLUTIVI coni di espansione: estesi, vari, diversificati e intersecantesi a formare un fitto tessuto. Il termine astratto contesto - che deriva proprio dal termine concreto "tessere" - indica qualcosa di più preciso del termine ambiente: e così questo metaforico filo ben avvolto può in ogni situazione entrare a farne parte operante e valida con apporti di arricchimento proprio e di trasmissione allargata verso una rinnovabile, infinitamente ampliabile e trasmissibile CULTURA. E' così che possono avviarsi i veri processi di apprendimento assimilante: non di apprendimento come "accrescimento cumulativo", ma di trasformazione capace di attuare una vera ri-costruzione creativa - rinnovabile di momento in momento.
Al di là di questo, c’è il concetto di transizione ... i passaggi a diversi approcci alla vita, una sorta di cambio di filosofie esistenziali. Sai? Quando ti ribadisci in testa nuovi principi, che apparentemente sono il contrario di quel che ti sei detto fino a qualche tempo fa. ... Il punto è che i periodi di transizione – sempre più numerosi e lunghi – sono periodi per cui non siamo tanto attrezzati a viverli. Noi, per lo più, pensiamo alle crisi come a periodi dolorosi e brevi. Devono essere brevi!Se ne esce con una decisione, un atto di volontà, una reazione energica. C’è una sorta di etica che dice, nella crisi: reagisci, volontà, decidi e parti di nuovo! [vedi ad esempio: "svezzannto" (!), "educazione degli sfinteri" (!)]
Ma c’è un’altra etica, forse più profonda, che afferma: aspetta, ascolta, non avere fretta, decidi solo quando senti che la cosa è MATURATA dentro. Questo – la crisi – è il momento dell’ascolto, per una maggiore conoscenza di te. Una decisione affrettata equivale a una fuga. Qualcosa di forte, qui vicino indica sicuramente qualcosa che sento, che è qui, ma che ancora non riesco a vedere. E un momento di transizione.
da Eugenio Guarini:
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Nel corso dello sviluppo i complessi - come lo Yin e lo Yang - si succedono l'un l'altro: ma se i "complessi" basilari, materiali, interiori, stabilizzanti - le "radici" di ogni sviluppo esistenziale - sono stati strappati o seccati, i complessi "attivi", i complessi successivi, convoglianti esperienze e azioni che dovrebbero riguardare il mondo reale esterno, proseguono già segnati in partenza dai naufragi delle fasi precedenti e possono muoversi derare le attività umane - e non soltanto gli esseri umani - secondo paradigmi di sviluppo che si succedo solo come compensazioni di questi. Senza basi nel corso di tutta la vita i complessi tarpati non possono che aggrovigliarsi sempre più in una confusione disorganizzata, priva di segnali di età o di situazione: come in un contesto scolastico di allievi sempre bocciati (come verrà più ampiamente specificato nel file/capitolo Infanzia: tempo di mutamenti).
Il titolo precedente del libro Le faccende domestiche. Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro era I complessi della casalinga (edizione Nuova Italia 1974), ed è stato cambiato perché equivocabile: la parola "complessi" viene abitualmente considerata in un'accezione parzialissima, negativa se non addirittura scherzosa. Ma se nel titolo attuale si è così perso il termine freudiano "complessi" come parola-chiave dei passaggi-organizzatori, è stato anche per meglio sottolineare invece - non per niente scritto in maiuscolo - il concetto di VERO lavoro, che si configura già compiutamente a partire da questi "semplici" e "banali" lavori domestici. Il lavoro, ogni tipo di "vero" lavoro, qualsivoglia attività responsabile sono fra i momenti più stabilmente fondanti di una raggiunta maturità umana. Ma come indicazione il termine "complesso" poteva, anche se erroneamente, darne un'idea statica, i termini abbinati "ergonomia" e "psicologia" non possono che indicare scienze dinamiche: per introdurre l'idea dell'evolutività del "lavoro" lo studio sotteso a questo attuale titolo cerca quindi di indicare (sperando: senza equivoci) come non solo le "persone", ma anche le attività adulte e ogni tipo di lavoro abbiano basi portanti inziali perfin biologicamente programmate, alle quali i complessi partecipano in funzione di "organizzatori".
In altri termini, entrambi i libri nel loro aspetto speculare: l'uno "dalla parte dei bambini" e "dalla parte degli adulti" l'altro, cercano di contribuire a far consino e si collegano in passaggi diversificati, ma non casuali e disorganizzati, bensì regolari, necessari e consequenziali. Come gli individui pure le attitività possono evolvere: partendo da aspetti concreti, corporei e “piccoli” e magari “infantili”: nella specie umana possono giungere fino a "srotolarsi" verso le più elaborate, “sublimate” e “potenti” forme di partecipazione alla vita associata, se non di tutto il nostro mondo, passato, presente ed anche futuro.
Ma, sia che riguardi il singolo privato soggetto sia generali attività o situazioni, il susseguirsi alternante e non lineare di questi passaggi - analogo peraltro alle "materie scolastiche"! - procede da punti di vista e presupposti molto differenti tra di loro persin in apparenza contraddittori; si s-volge - si srotola - in un divenire in apparenza molto irregolare e purtroppo molto spesso per questo molto mal accetto: da cui infiniti inconvenienti se non disastri. Nella speranza che in ciascun "contesto" i vari partecipanti possano collaborare e non ostacolarsi a vicenda ingarbugliando matasse difettose, in un'ottica non statica e unilaterale i complessi possono venir veramente riconosciuti e assecondati nel presente; ma non basta: può pure venirne individuata l'evoluzione nel passato di ciascuno, anche nelle sue conseguenze potenziali. In un - ripeto - contesto armonizzante di diversi individui in differenti fasi di esistenza anche i clamorosi sbocchi dei complessi infantili in atto così possono venir seguiti e assecondati, in quei percorsi e giravolte attraverso i quali la prima infanzia pone le basi di una vera vita adulta, e la vera MATURITA' riesce a espandersi o invece viene costretta a isterilirsi e/o bloccarsi.
rappresentazione del concetto di "sublimazione"
schema di un movimento "ciclonico/anticiclonico"

Violenza contro il bambino

Il titolo dell'edizione precedente del volume - INFANZIA: tempo di mutamenti - rimandava a una raccolta collettiva di conferenze edite sotto il titolo Violenza contro il bambino; iltitolo attuale, mettendo l'accento sull'importanza di queste fisiologiche disomogenee, discontinue transizioni fondamentali, continua ad alludere però, anche se indirettamente, alle concrete possibilità di VIOLAZIONI implicite nel disattendere, disturbare, se non impedire la vera, intrinseca regolarità
Ma in Natura poco va veramente perduto: se a suo tempo erano state smarrite, travisate, impedite le biologiche fasi e le autentiche situazioni si trovano depositate nella memoria - inconsapevole - in modo altrettanto regolarmente intrinseco (anche se in apparenza soggettiva altrettanto discordante) di quanto sarebbero stati i normali sviluppi. Infatti come lo sviluppo in termini di futuro ha per Natura una sua regolarità intrinseca, così questa regolarità fondante può ritrovarsi depositata nella memoria. Niente va perso degli eventi del passato né delle fasi di sviluppo disattese o smentite: in ogni momento tutta la sequenza dei fatti e dei percorsi può venir riattivata verso una maturazione anche ottimale.
E' stato detto che la follia è l'oblio di un grande dolore..., ma questo non è un destino inesorabile: lentamente e dolorosamente chiunque potrebbe ritrovare la propria completezza e autenticità con il rivivere attivamente proprio quelle passate sensazioni e passaggi che sembravano intollerabili. Se non contrastate, ma accettate e coraggiosamente tradotte in ritrovate memorie anche le situazioni più terribili, le sofferenze più atroci una volta ritrovate, rivissute, rielaborate, esplicitate in ri-attualizzata consapevolezza possono - o più realisticamente: potrebbero - trasformarsi in piena "esperienza", in più profonda fonte di saggezza.
Ma non sempre, anzi percentualmente ben di rado, questo può avverarsi: troppe sono le forze ambientali e di debolezza e/o malvolere umano che vi si oppongono. dei passaggi fondanti.
Dal grande al piccolo, dall'esterno all'interno... Rileggendo il dialogo, mi rendo conto che anche per me ci andrebbe una sorta di apocalisse, per essere costretto a ricostruire, per non diventare un dinosauro... Ho paura di questo.
Così scriveva un giovane medico nel commentare il film La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, film nel quale l'argomento psichiatria riveste un ruolo cruciale: uno dei protagonisti scopre con raccapriccio che una giovane ricoverata in una clinica è stata sottoposta ad elettroshock; ed è proprio dalla svolta determinata da questo episodio che se ne snodano ed evolvono la trama e le vicende.
Invece questa sorta di apocalisse può aver luogo, completarsi e venir anche "ufficialmente" e "scientificamente" convalidata con l'aiuto della psicanalisi che - come scienza accreditata dal 1896 - data ormai da centodieci anni; ma è pure vero che soggettivamente, per rientrare nella PROPRIA via in espansione, può esser necessario rompere con molto dolore un percorso avvitato su se stesso... E, se solo in un'ottica non statica e unilaterale, si può vedere direttamente il reale svolgersi dei "complessi" durante lo sviluppo infantile, quanto ben maggiore ampiezza di vedute deve attivarsi per collaborare con la memoria nel far "ritrovare" - e così cercar di risanare - le varie eventualità in cui ogni "mutamento" si era perso o danneggiato!

Sviluppare capacità cognitive senza le necessarie fondamenta biologico-istintuali?

L'impostazione generale del sito - in continuo aggiornamento - e dei libri è indirizzata a DESCRIVERE FATTI, situazioni, possibilità, NON certo a prescrivere regole, non a dilungarsi in uno studio teorico dell'età evolutiva: ma comunque sia qualcosa vi viene almeno non imposto ma proposto:
  • un invito pressante anche se indiretto ad OSSERVARE;una diffida a non "commuoversi" su singoli momenti statici ma a seguire con partecipe attenzione ogni divenire dinamico; un richiamo preoccupato a considerare con il massimo rispetto quel basilare divenire strutturato che NON è soltanto studio dell'età evolutiva ma un appello a preservare quei "mutamenti nel tempo" che toccano molto da vicino e in un CONTINUUM tutti noi come parte di un unico discorso, come storia già attuata o ancora in fieri di ciascuno: ciasuno di noi, sia di chi si sta - ancora - sviluppando sia persino di chi ha raggiunto il termine di una propria vita più o meno ben spesa, più o meno "maturata" o snaturata nelle sue potenzialità.
  • Predisporre una (pseudo-)umanità in base alle capacità cognitive sviluppate … in massimo grado... in contrapposizione a Il bambino ha cento lingue e gliene rubano novantanove?
    Non si realizza forse così proprio il concetto di imbroglio antitetico a quello di sviluppo? (come si legge persino nel Dizionario dei Sinonimi e dei Contrari del Tommaseo: Lemma 2327:
    'SVOLGERE, SVILUPPARE'. Si svolgono le cose volte o rinvolte, si svolgono i germi della vita; si sviluppano le inviluppate. Là dove non vi è inviluppo o viluppo, ivi sviluppare non ha luogo proprio... Tutto ciò che ha vista di cosa involuta o sospetta , o comechessia non piacevole si suole chiamare imbroglio... Imbroglio da ultimo vale: frode tramata per ingannare o danneggiare altrui...).
    Si svolgono le cose volte o rinvolte, si svolgono i germi della vita? Nella multipotente specie umana quanto numerosi sono questi "germogli" già predisposti? Quante nuove radici e ramificazioni ad ogni età al momento opportuno possono s-volgersi e diventare differenti competenze e realizzazioni con l'aprirsi in nuove vie evolutive, in nuovi coni di espansione?
    Ma chi fin dagli inizi è stato derubato - mutilato, castrato - del novantanove per cento delle sue originarie possibilità, quali vie evolutive potrà trovare e percorrere? verso quali rinnovabili obbiettivi potrà "ramificarsi e fruttificare"? Ed anche di quali adeguamenti potrà trovarsi dotato se confrontato con future inaspettate evenienze?


    Sul piano emotivo di una falsa compassione ci si potrebbe illudere che l'oblio e l'inconsapevolezza possano mettere a tacere ogni grande dolore, compreso il grande dolore di trovarsi derubati - castrati - del novantanove per cento delle proprie possibilità, la grande inadeguatezza di trovarsi ristretti in semplificate, rigide e unilaterali vie di sviluppo e quindi costretti ad accettare in modo ormai reso a-critico ogni - anche infida - proposta altrui. Persone incomplete, equiparabili ormai a solo decorativi, fragili "fiori recisi" non sono in grado di subire e accettare situazioni non preventivate: si trasformano in intollerabili TRAUMI anche semplici interpersonali dissapori, o peggio soggettive divergenze da prospettive future immaginate a vuoto su di una base mancante dei principali presupposti. Pensare senza mani, fare senza testa, spostare le proprie percezioni interne su esterni adorati o persecutori, ignorare la realtà esterna trasponendola in sensazioni interne...: è così che tra il proprio carente presente e un ipotetico auspicato o temuto futuro, tra la propria mutilata personalità e aspettative inautentiche si costruisce un quasi assurdo spazio vuoto in cui pericolosamente si collocane i deteriorati residui mal assortiti degli altri "novantanove linguaggi".
    In questo spazio vuoto chiunque - specie se mal intenzionato - può metter mano e proporre soluzioni "salvifiche" magari aiutandosi con mezzi più o meno droganti o culturalmente "evoluti" - vedine l'aspetto quasi caricaturale nel film Se mi lasci ti cncello. Ma sul piano collettivo generale troppe forze - e veri "mostri" - si oppongono al ritrovamento di se stessi, alla ricostruzione dell'autenticità individuale: difatti non solo molti onori vennero conferiti a suo tempo a Cerletti e Bini per l'invenzione dell'elettroshock - la macchina dell'istupidito "oblio" - ma ancor oggi una circolare ministeriale attualmente in vigore definisce la TEC  come presidio terapeutico di provata efficacia: quindi ancor oggi questo presidio viene ben ampiamente utilizzato e valorizzato con l'avallo della legislazione ufficiale, e con erogazione di questa prestazione in centri pubblici e con rimborsi da altri Enti previdenziali - ad esempio con 93€ la Casagit, mutua del giornalisti.

    elettroshock

    La circolare del Ministero della Sanità consiglia, su indicazione del Consiglio Superiore di Sanità, l'utilizzo dell'elettroshock nella cura delle seguenti patologie: depressione, mania, disturbo schizofreniforme, schizofrenia, catatonia, sindrome maligna da neurolettici, gravi disturbi mentali in corso di gravidanza, psicosi puerperale


    Contro simili mutilanti tentativi di migliorare una situazione annullandone una parte, esistono purtuttavia disaccordi, pur in pratica disattesi e negati, anzi del tutto ignorati nella loro sostanziale gravità: ad esempio queste Leggi Regionali (Piemonte e Marche) che invitano a porre comunque dei limiti a quanto è ufficialmente avallato per le pratiche convulsivanti.
    REGIONE PIEMONTE Legge regionale 3 giugno 2002, n. 14 Regolamentazione sull'applicazione della terapia elettroconvulsivante, la lobotomia prefrontale e transorbitale ed altri simili interventi di psicochirurgia. B.U. 6 giugno 2002, n. 23

    Ma se le leggi "regionali" in quanto NON SANZIONATORIE avrebbero potuto quanto meno invitare a porre dei "limiti", comunque in data 14 novembre tre leggi furono respinte dalla Corte Costituzionale: ed una di queste è quella sull' elettroshock. E così pure, in pieno ossequio alla provata efficacia di questo presidio terapeutico, fino a pochissimi anni fa alcune Casse Mutue Malattia come la CASAGIT - quella addirittura dei giornalisti! - rimborsano ancor oggi totalmente gli elettroshock mentre invece rifondono con cifre irrisorie poche sedute di psicoterapia.

    (Senza contare che esistono pure e persino ben peggiori altre "pratiche" la cui diffusione e pericolosità si sparge impunita e incontrollata: tutta la psicochirurgia di cui fa parte anche l'inserzione di micro-chip - vedi articoli e filmati sulla ">Stimolazione cerebrale profonda che come possono modificare - si afferma in non più del 30 % di casi - sintomi del morbo di Parkinson nello stesso tempo possono alterare la personalità.
    Vedi il link interno sull'elettroshock e gli interventi di psicochirurgia, e vedi pure la pagina di un altro sito Malattie rare in offerta speciale riguardante le possibilità farmacologiche di ostacolare ogni via di ritrovabili e sviluppabili ricordi e ritrovamenti come descritto in Consapevolezza e memoria.)

    la scaletta delle età

    Considerate la vostra semenza

    fatti non foste a viver come bruti
    ma per seguir virtute e conoscenza

    2) INFANZIA: tempo di mutamenti...

    Già da tempo avevo notato negli scaffali delle librerie un volumetto della Baldini & Castoldi dal titolo TEMPO DI MUTAMENTI temi quasi uguale a quello del mio libro, ma NON avrei assolutamente avuto alcunché da obbiettare se questo secondo Tempo di mutamenti avesse soltanto un'analogia nel titolo. Sollecitata a sfogliarlo, mi aspettavo di trovarvi almeno citazioni o segnalazioni o critiche o altro di questi miei - creduti similari - lavori: segnalazioni invece del tutto assenti. Al contrario purtroppo non solo vi ho trovato ampia possibilità di indiretti malintesi, ma sono stata obbligata a notarne ben più gravi incongruità di contenuti, non tanto per quanto riguarda il mio libro ma piuttosto per quanto riguarda la mia totale impostazione metodologica ben riconoscibile nei miei lavori e nei miei - del secondo dirò più avanti - siti Web e libro. Purtroppo vi ho trovato proprio una trattazione degli STESSI presentati però da un punto di vista concettuale ed operativo completamente differente. E pazienza fosse stato davvero completamente differente od almeno sinceramente antitetico: il che avrebbe ingenerato me biguità; ma ho dovuto amaramente constatare, che - pur partendo da una base in apparenza corrispondente - risulta impostato su mentalità, e indirizzante verso prospettive del tutto OPPOSTE.
    Il libro è una riflessione sull'uomo e sulle sue capacità psico-fisiche non sfruttate per ignoranza e, ad esempio, per adeguamento a modelli superati di educazione. Il premio Nobel parte dall'infanzia e studia ogni età evolutiva, dall'adolescenza alla maturità alla vecchiaia, vagliando le possibili soluzioni per una vita migliore. Il cervello non invecchia ma si guasta, dice la scienziata, e offre il suo insegnamento a non farlo guastare. (Come si legge nella presentazione in Unilibro.)
    Se ci si riferisse ai “mezzi”, mi si potrebbe obbiettare che dai concetti di allevamento, sviluppo, e-ducazione (elementi chiave dei miei studi, soprattutto per quanto riguarda le primissime età) conseguono senza dubbio impostazioni ben distinte da quelle derivanti da istruzione (elemento fondante di questo altrui Tempo di mutamenti): ma è la apparente ANALOGIA di FINALITA’ del tema che risulta peggio che illusoria. Infatti è proprio dalla superficiale somiglianza d’indirizzo programmatico che deriva la gravità intrinseca degli equivoci: in ciascuno dei due volumi con il titolo Tempo di mutamenti viene presentata una prospettiva antropologica di sviluppo umano che, se è in apparenza equiparabile, nella sostanza è talmente divergente da divenire contrastante in modo offensivo. Nei Mutamenti Baldini&Castoldi si parla genericamente di ipotetici "giovani" di ipotetiche "donne"; ed invece - come vien affermato nel titolo stesso - dalla parte di chi si sta sviluppando INFANZIA: tempo di mutamenti concretamente descrive e chiarisce  la portata e i significati dei fisiologici - attuati o disturbati - cambiamenti della organizzata differenziazione esistenziale, in parallelo al concetto di "Organizzatori-induttori" chimici dello sviluppo embrionale corporeo: in parallelo quindi concordante non con ipotesi e scritti teorici, ma con quanto attiene all'osservazione diretta di fatti, in segnalazione diretta e non ipotetica delle organizzazioni e delle bibliografie che se ne occupano.
    Tutto ciò che ha vista di cosa involuta o sospetta , o comechessia non piacevole si suole chiamare imbroglio... Imbroglio da ultimo vale: frode tramata per ingannare o danneggiare altrui....

    Svilupparsi NON è sinonimo di "accrescersi",ma né tanto meno significa perdere i cento linguaggi: lo sviluppo chiede al contrario di "aprire" in successione preordinata quanto era già "in boccio", di "sciogliere" poco per volta le "pieghe" in cui erano avvolte in preparazione le fasi successive, di "srotolare" un potenziale avvoltolato: come già detto più sopra e non bisogna mancare di ricordarlo: sviluppo è quell'azione che del Dizionario dei Sinonimi e contrari di Niccolò Tommaseo si trova sotto il lemma 2327 di contrario di Imbroglio.
    'SVOLGERE, SVILUPPARE': Si svolgono le cose volte o rinvolte, si svolgono i germi della vita; si sviluppano le inviluppate. Là dove non è inviluppo o viluppo, ivi sviluppare non ha luogo proprio. Lo sviluppare è meno facile dello svolgere... Nel viluppo c'entra spesso mala intenzione; l'imbroglio può essere effetto pur di poca accortezza, di mente disordinata. IMBROGLIO. Imbroglio significa non solo disordine ma confusione, ciò che imbroglia fa più che imbarazzare, non solo rallenta le operazioni ma le difficulta, o mescola le cose in modo da non ne trovare il bandolo di leggieri... Tutto ciò che ha vista di cosa involuta o sospetta, o comechessia non piacevole si suole chiamare imbroglio... Imbroglio da ultimo vale: frode tramata per ingannare o danneggiare altrui....
    Non si tratta quindi genericamente di proteggere e/o aiutare 'i giovani' e 'le donne': su questa strada infernale lastricata di buone intenzioni, volontariamente o inconsapevolmente intere esistenzestili di vita; anzi per intere popolazioni e generazioni l'essenza stessa della personalità - magari così oramai psico-civilizzata (!) - può venir TARPATA fino a costringerla all'oblio e all'ottundimento, se non annullata nei deliri di una "pazzia" privata o collettiva. (Vedine un'amara prospettiva in forma di apologo fiabesco in Margherita dolce vita di Stefano Benni)
    possono venir costrette verso percorsi deviati, verso nefasti

    Ma esistono anche le prospettive ed evoluzioni favorevoli in cui lo sviluppo del singolo viene ad accresscere le potenzialità di tutti i circostanti: nel presente ed anche nel futuro.
    lI bambino ha cento lingue e gliene rubano novantanove vedi sopra e più volte ripetuta nel sito  la segnalazione dell'intera poesia
    Il bambino
    è fatto di cento.
    Il bambino ha
    cento lingue
    cento mani
    cento pensieri
    cento modi di pensare
    di giocare e di parlare
    cento sempre cento
    modi di ascoltare
    di stupire di amare
    cento allegrie
    per cantare e capire
    cento mondi
    da scoprire


    cento mondi
    da inventare
    cento mondi
    da sognare.
    Il bambino ha
    cento lingue
    (e poi cento cento cento)
    ma gliene rubano novantanove.
    La scuola e la cultura
    gli separano la testa dal corpo.
    Gli dicono
    di pensare senza mani
    di fare senza testa
    di ascoltare e di non parlare
    di capire senza allegrie
    di amare e di stupirsi
    solo a Pasqua e a Natale.
    Gli dicono:
    di scoprire il mondo che già c'è e di cento
    gliene rubano novantanove
    Gli dicono:
    che il gioco e il lavoro
    la realtà e la fantasia
    la scienza e l'immaginazione
    il cielo e la terra
    la ragione e il sogno
    sono cose
    che non stanno insieme.
    Gli dicono insomma
    che il cento non c'è.
    Il bambino dice:
    invece il cento c'è.

    Gazzetta di Reggio EmiliaNell'asilo migliore del mondo
    Newsweek dà l'Oscar alla Scuola d'infanzia di Loris Malaguzzi - articolo di Luisa Gabbi
    Il bambino ha cento lingue e gliene rubano novantanove (vedi sopra e più volte ripetuta nel sito  la segnalazione dell'intera poesia)
    Si scodellano da soli il risotto, questi bambini finiti su Newsweek, incuranti di tutti i fotografi, gli operatori televisivi, i giornalisti che ronzano loro attorno. Sono più che abituati alle visite, alle facce nuove, a essere guardati con meraviglia, piccoli protagonisti di un miracolo tutto reggiano. E sono davvero "calati" in tanti da tv e giornali nazionali in questo basso edificio ai margini dei Giardini Pubblici dopo che il prestigioso settimanale americano ha attribuito alla scuola materna comunale Diana di Reggio l'oscar mondiale per le scuole del settore.


    3)LE FACCENDE DOMESTICHE: Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro...

    Questo libro, che è la riedizione di un volume - Nuova Italia 1975, con il titolo I complessi della casalinga - ora è edito con il titolo più pertinente - Le faccende domestiche. Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro. E' il completamento speculare di Infanzia: tempo di mutamenti, entrambi da considerare come parte integrante di un dinamico discorso unitario: titolo e stile a se stanti e non indicanti un secondo/primo volume trattano insieme di BASI, di INIZI SOSTANZIALI, di FONDAMENTA. Entrambi concorrono ad una ricerca di strutture di intescambio incentrata su concetti-base che mettono in parallelo la parte degli adulti, della vita adulta, degli interessi e del LAVORO adulto, a quella di chi in via di sviluppo lo è attualmente, ma anche di chi questa via l'aveva percorsa tempo prima - gli ovviamente onnipresenti "bambini di ieri". Il volume - Nuova Italia 1975 aveva un titolo I complessi della casalinga che poteva erroneamente suggerire una valenza privilegiante la patologia attraverso l'accezione iniziale e più popolare del termine "complessi". LE FACCENDE DOMESTICHE: Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro... ora è edito con il titolo più pertinente - Le faccende domestiche. Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro - per focalizzare l'attenzione sulla fisiologia del LAVORO: anch'esso soggetto a sviluppi ed evoluzioni dinamiche secondo parametri comparabili allo sviluppo degli individui. Le faccende domestiche...: "faccende" vuol dire "cose da farsi", "in casa" fra queste se l'allevamento dei FIGLI può in certi periodo risultare preminente, ma smpre lo è nelle sue conseuenze "produttive" : con il bizzarro paradosso che una funzione biologica - la maternità e le sue biologiche attinenze - possa costituirsi anche come attività lavorativa specializzata, e come tale con i propri meriti e patologie

    L’impostazione fondamentale del volume intitolato (fraudolentemente?) Tempo di mutamenti Baldini&Castoldi) indirizza gli argomenti trattati in una direzione ancora più direttamente e sinceramente OPPOSTA a quanto esposto in precedenza: come nel libro anche e più incisivamente nel file/capitolo Le faccende domestiche (da completare con quello in inglese Domestic chores, differente per bibliografia e citazioni) nel suo proporsi come aggiornamento - dinamico - insiste sul fatto incontrovertibile che nella casa-home e nella famiglia nella sua tipica differenziazione di partecipanti, nell'idea di "famiglia" - anche se questa è in realtà incompleta se non  mancante - si sostanziano le basi emotive di ciascuno. Qui - nei fatti o nelle emozioni - le persone sono in un modo o nell'altro impegnate praticamente e soprattutto emotivamente almeno come co-protagoniosti, ma - nella realtà totale - è da queste basi portanti che si espandono azioni e influenze sul mondo esterno ben al di fuori dei confini della "casa": sia nel tempo che nello spazio in cerchi concentrici regolari, o in disorganizzati annodamenti.
    I giovani e le donne? Da dove dar inizio a queste basi? Seguendo via via lo srotolarsi o l'ingarbugliarsi dei percorsi: attraverso quali di essi la vita adulta e la vera MATURITA' riescono a espandersi o invece sono costrette a bloccarsi? Con che mezzi o secondo quali principi possono venir aiutate o disturbate nei loro divenire in espansione o in rattrapimento? Senza dimenticare di chiedersi: quali potranno esserne le conseguenze sul presente e sulle generazioni future?
    I giovani e le donne (!?!)? Quanto equivoci possono risultare concetti "avvoltolati", ed ancor più provvedimenti castranti che si rifanno a teorici "principi unitari"! E per tornare all'argomento effettivo di questo paragrafo: Le faccende domestiche. Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro: che significatti evolutivi hanno "vero lavoro" e  il plurale "faccende"? Già nel titolo si parla di un VERO lavoro, ma anche di (faccende: si tratta cioè di un LAVOROunitario o non piuttosto di una serie più o meno organizzata di "mestieri" e/o di "professioni"? E' significativo che le si chiamino "faccende" dal latino = "cose da farsi" - al plurale? Comunque sia - viste separatamente o nel loro complesso - queste "cose da farsi", e da farsi quotidianamente, non sono irrilevanti nè banali, e neppure talmente ovvie da poter venir considerate soltanto come fine a se stesse, in contrapposizione ad altre più "importanti" attività, "esterne" alla "casa-home".
    Per prima cosa va detto che, se le si considera dal lato PSICOLOGICO cioè dal lato delle "persone" agenti, queste "faccende" si effettuano e configurano situazioni che attingono direttamente da vicino all'INIZIALE NORMALE SVILUPPO bio-sociologico dei normali complessi infantili anch'essi al plurale, anch'essi da vedersi nel loro svolgersi multiforme e in apparenza contraddittorio. L'ERGONOMIA studia questi "lavori" in quanto tali nei loro dettagli operativi, ma abbinata alla psicologia può anche rivederli nella prospettiva di riconoscerli come elementi costitutivi basilari di ulteriori azioni e realtà, come potenziali inizi di molti e disparati lavori, come PROTOTIPI di molti MESTIERI (manuali) e di molte PROFESSIONI: come prototipi se non apprendistati di attività anche molto "teoriche" e "astratte", fino a quelle più “creative” e quindi a più ampio respiro. In sostanza una visione dinamica e non settorializzata può passare senza interruzioni dal considerare con serietà i minuscoli tempi del quotidiano non in contrapposizione ma in sequenza per confrontarli con altri campi di azione destinati a tempi futuri estremamente dilatati (come ad esempio l'immortalità ergonomico attento e spassionato dei piccoli gesti precisi dei "lavori di casa", dagli oggetti, strumenti e provvedimenti adatti a render più adeguati questi "lavoretti" - e più "vivibile" l'esistenza di base - si può giungere a considrare le più difficili tecniche e tecnologie, industriali e/o scientifiche.

    dal sublimato al concreto...... dal concreto al sublimato

    4) IMPOSTAZIONE “POLITICA”: INTELLIGENZA UMANA e VIOLENZA.

    Cito dalla quarta di copertina del volume Baldini&Castoldi
    Importante è l’entrata in atto di due vaste categorie a tutt’oggi non coinvolte: quella giovanile e quella femminile del genere umano...
    Per ora non commento: di come le mie idee in proposito tendano a discostarsi dalle linee guida di Tempo di mutamenti, valga quanto alluso nei precedenti capoversi. Ma una terza e sostanziale parte di "questo" Tempo di mutamenti afferma però di occuparsi del tema dell’aggressività, addirittura della sopravvivenza della specie umana…: ma questo della VIOLENZA - e non soltanto dello sviluppo normale dei bambini e delle origini delle varie attività adulte e del lavoro - è un campo di cui da anni mi sto occupando in modo ATTIVO; ed anche con un altro sito Web rispecchiato anche in un libro: un sito ed un libro, miei in quanto seguiti e prodotti da me, ma di pertinenza dell’Associazione italiana scientifica e giuridica, contro gli abusi mentali, fisici e tecnologici, un sito ed un libro contenitori di links internazionali assolutamente affidabili difficili, documentati e documentanti dati tecnologici, di raccolta di testimonianze e di denuncia attiva.
    E ne sono correlate e ne erano già precursori come preparazione ai contenuti, alcune fondamentali pagine interne a questo sito/libro BAMBINI DI IERI=ADULTI DI OGGI. ADULTI DI OGGI -> ADULTI DI DOMANI: proprio il sito "in concorrenza" o piuttosto in CONFUSIONE con quello che rimanda al libro Tempo di mutamenti. Anni di esperienze professionali, scientifiche e politiche, anni di collegamenti e raccolta di dati concreti e vissuti vi si possono trovare riassunti - o almeno accennati - nelle pagine in italiano ed in inglese: Consapevolezza e memoria, Consciousness and memory, Delgado e Skinner e Cosa ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della libertà: dati, collegamenti, esperienze professionali ed altro... poi allargati e sviluppati nelle azioni da cui sarebbe derivata la fondazione dell'Associazione
    Leggo nella quarta di copertina del volume Baldini&Castoldi
    E’ urgente attuare una totale revisione dei sistemi educativi e didattici dell'infanzia, e altrettanto importante è l’entrata in atto di due vaste categorie a tutt’oggi non coinvolte: quella giovanile e quella femminile del genere umano. All’inizio del terzo millennio, queste stesse capacità devono entrare in gioco per conseguire la vittoria nella partita in atto: la sopravvivenza della specie umana.
    Mentre nella seconda di copertina si legge:
     questa rotta verso il suicidio è fissata in modo irreversibile, o è ancora possibile correre ai ripari e arrestarla, essendo l’uomo un primate intelligente che agisce…. in base alle sue capacità cognitive sviluppate in lui in massimo grado?
    Così come, introduttiva al 15° capitolo, vi si trova un’affermazione di William (?) - Wilhelm (!!!) Reich Psicologia di massa del fascismo) secondo una citazione arbitraria, non solo mal tradotta ma sicuramente estrapolata dal suo vero contesto e avulsa dalle sue reali connessioni (la repressione degli istinti così in antitesi con le teorie Reichiane!):
    Il progetto esige l’estirpazione dell’irrazionale dalle masse umane ai fini di ristabilire la loro capacità di essere responsabili e libere.
    (Ed invece, in qualche modo in concordanza con quanto espresso in Infanzia: tempo di mutamenti, riassunto nella presentazione di Unilibro - ecco la sintesi del contenuto del libro sopra citato
    In questo libro, Reich sostiene che il fascismo, lungi dall'essere la concretizzazione di una caratteristica specifica di certune nazionalità, o l'imposizione da parte di una fazione politica su un popolo "innocente", è piuttosto l'espressione della struttura caratteriale irrazionale dell'uomo medio, che da migliaia di anni vede repressi i suoi impulsi primari. La tesi fondante del libro è che ogni forma di misticismo organizzato si basi sui desideri delle masse schiacciati dal meccanismo autoritario della civilizzazione.

    Ed ecco qui chi sono i veri e convinti propugnatori della repressione degli istinti:

     
    Abbiamo bisogno di un programma di neurochirurgia e di un controllo politico della nostra società: suo scopo  è il controllo fisico della mente. Si deve poter mutilare chirurgicamente chiunque devia dalla regola data. ….  L’uomo non ha il diritto di sviluppare la sua propria mente. Questo tipo di orientamento "liberal" è di grande  attrattiva. Noi [invece] dobbiamo controllare il cervello elettricamente. Verrà il giorno quando armate e generali saranno controllati da stimolazioni elettriche del cervello.
    Behavioral Neurochemistry: Proceedings
    by Jose Manuel Rodrigue Delgado, F. V. Defeudis 
    La felicidad by Jose Delgado
    Vedi anche - tradotto in inglese - la:
    PSICOCORREZIONE  di Igor Smirnov

    RUSSIAN UNIVERSITY OF PEOPLES FRIENDSHIP AND PSYCHOTECHNOLOGY RESEARCH INSTITUTE
    Igor Smirnov (scientist)

    E, in antitesi, il bando del Premio Educazione e pace indetto ogni due anni dall'Ente Internazionale Montessori)


    E viceversa questo agghiacciante dato storico: La prima guerra umanitaria della storia: Hitler e i Sudeti. E sull'attacco di Hitler alla Polonia nel '39 si possono leggere queste parole che fanno pensare:
    Dalle ore 5,45 rispondiamo al fuoco... Colui che di propria iniziativa si distacca dalle regole di condotta di questa guerra umanitaria, non può aspettarsi da noi null'altro che un ugual trattamento. Condurrò questa battaglia, contro chiunque, fino a quando i diritti non saranno garantiti.
    Discorso alla Nazione di Hitler, 01.09.39

    Come già ribadito anche in altri file/capitoli di questo e di un altro sito/libro, la situazione Belga è soltanto emersa - e anche casualmente - come la punta di iceberg di qualcosa di ben più vasto e INTERNAZIONALE di applicazione effettiva e su larghissima scala dei dettami di Delgado: file nuovi o completamente modificati vi vengono presentati corroborati con illustrazioni incontrovertibili. Ma si tratta di un problema molto genralizzato: sono da tener costamente d'occhio gli aggiornamenti dell'argomento ostilità contro l'infanzia e medicina; nonché le continue nuove precisazioni della terribile testimonianza italiana - presente per esteso e con i successivi aggiornamenti in The Guilt-free Soldier, ed in altri files dello stesso sito - ora anche allargata con le testimonianze e illustrazioni di PRIMA MANO di gravissimi esperimenti ostetrici su bambine anche molto piccole e di esperimenti pseudo-medici sui bambini già utilizzati nei circuiti pedo-pornografici e di addestramenti militari.
    Vedi anche nell'altro sito gli aggiornamenti in italiano di /superstition.htm 

    Vedi testimonianze di PRIMA MANO e bibliografie nternazionali:
    Up-to-date Dossiers di Gli Abusi mentali, fisici e tecnologici NON sono Fantascienza / It's Abuse NOT Science fictionUp-to-date



    Dalla presentazione dettagliata del libro It's Abuse NOT Science fiction, e dalla data di pubblicazione - 14 luglio 2005 - molto è cambiato e molti DOCUMENTI sono stati sia sostituiti che aggiunti. In attesa di una completa nuova edizione del volume principale ne viene per ora edito un SUPPLEMENTO INTEGRATIVO per diffondere IMPORTANTI nuovi DOSSIERS in una nuova PUBBLICAZIONE: Up-to-date Dossiers che è un autonomo VOLUME in cui si trova anche il testo più aggiornato della testimonianza italiana, completato da una riassuntiva traduzione in inglese e da altre testimonianze ancora più terribili.



    Conclusioni sostanziali: dobbiamo estirpare l'irrazionale? o curare l'ottuso oblio e le sue compensazioni fallimentari?

    In apparenza e secondo luoghi comuni il massimo dell'irrazionale "mirabolante" è la "pazzia", anche se invece i suoi percorsi effettivi risultano al culmine della deprivazione e restringimento dell'esistenza. Ma se la pazzia è l'oblio di un grande dolore... certo è però che non solo veri e propri sintomi clinici possono cercar di mascherare o coprire ogni danno, ogni dolore: molto più sovente queste mutilazioni dell'essere vengono attuate in nefasti stili di vita, con grossolani contorni di pseudo-sentimenti "altissimi" o "bassissimi", e di azioni e comportamenti ad essi correlati. L'ottundimento difensivo una volta e comunque attivato (sia ben chiaro: in modo del tutto INCONSCIO) dà inesorabilmente luogo ad una serie di circoli viziosi che investono la personalità tutta: oltre alla memoria, si deteriorano anche la coscienza di se stessi e la comunicazione con gli altri, la propria - così come l'altrui - dignità, e la sensibilità ai DIRITTI e ai TORTI.
    I bisogni disattesi stravolgono la dinamica interna degli ISTINTI VITALI, nell'armonica sequenza del rapporto tra loro e con l'esterno della costellazione del sistema ormonale e dei neuromediatori: sono proprio queste mancanze queste disarmonie, queste impreparazioni pseudo-compensate - e NON certo un presunto "irrazionale" - a svoltare in modo rigido e unilaterale in disponibilità ad assecondare fallaci lusinghe e/o minacce ("il bastone e la carota").
    La sensazione di "privazione" e disagio richiedono vicinanza e approvazione purchessia e quindi - per pura apposizione informe - tendono ad agglomerarsi nel costituire le conventicoile, le Sétte, e le irrazionali masse... Ma al di là dell'anelito alla dipendenza, fragilità, incompletezza, mancate esperienze e aperture, inadeguatezza esistenziale ecc.... conseguenti a traumi e bisogni disattesi, a tappe evolutive saltate o rinnegate, corredate dal  loro "oblio" in compensazioni fasulle si manifestano in complementari suscettibilità, pretese, interpretazioni della realtà ridotte ad esasperate differenze autoreferenziali solo quantitative e immutabili (definite per sempre in concetti STATICI di INFERIORITA' e/o "superiorità"). 
    Questi deboli e minorati "inferiori" - e in "massa"! - sono oltremodo facile preda di chi - ammirato come "Potente" - vuol assoggettarli lusingando. Allo stesso tempo invidiosi e inferociti risultano sempre pronti a ulteriori rivendicazioni, che indirizzano a ulteriori spersonalizzazioni: assoggettamento e corrività verso i "più" assieme a maldisposizione fino ai maltrattamenti senza "rimorsi" verso i "meno" e i "diversi".
    Ed è così che ricerche non evolutive ma "miracolistiche" di eccezionalità si aprono su scenari di aspettative a-critiche, di speranze vane: aggiungendo disgrazia collettiva a disgrazia personale. Non l'inconscio irrazionale come tale ma la COMPENSAZIONE fallimentare delle mancanze permette che ogni forma di misticismo organizzato si basi e si nutra dei desideri delle masse SCHIACCIATI dal meccanismo autoritario della civilizzazione.

    Ed allora dobbiamo contribuire ad estirpare l'irrazionale come un dente cariato invece di curarlo? e proprio quando è già stata tanto deteriorata la sorgente primaria delle energie e sensibilità biologicamente ISTINTIVE? (Vedi questo concetto espresso in termini più espliciti nell'altro sito/libro nel paragrafo introduttivo del file/capitolo Malattie rare in offerta speciale).
    Per quanto riguarda le difformità di idee attinenti alle categorie dei giovani e delle donne oltre ai concetti citati sopra e mutuati da altre sedi, rimando ai precedenti paragrafi; ma comunque sia considero assolutamente INACCETTABILE la proposta che la salvezza della specie umana possa giungere in base alle  capacità cognitive sviluppate in massimo grado: e tanto più sconcertata mi trovo a proposito dell’assoluta incompatibilità fra i concetti ivi espressi e i contenuti programmatici basilari presenti: 
    1.  nelle pagine del libro Infanzia: tempo di mutamenti (che non per niente nella precedente edizione aveva come sottotitolo La violenza contro il bambino),
    2.  nello Statuto dell’Associazione (vedi sopra), 
    3.  nell’attività della stessa: 
    • contro condotte, apparentemente “legali” oltre che contro forme velatamente o dichiaratamente criminali comunque condizionanti la libertà fisica e mentale dell'uomo nelle sue manifestazioni di conoscenza, di formazione della volontà e azione;
    • contro condizionamenti mentali e fisici dell'essere umano anche mediante abusi criminosi su MINORI
    • contro condotte velatamente o dichiaratamente illecite associative: segrete o settarie,
    • nella loro divulgazione sui siti. 
    Per spiegarmi meglio: libri, siti e ancor più Associazione, e ancor più attività - e rischi - dei partecipanti sono sicuramente ben dissonanti dalle considerazioni genericamente didascaliche "buoniste", insite nella terza parte del libro Tempo di mutamenti; ove il concetto generico di "masse" viene studiato e analizzato come manifestazione da ricondurre a "condizionamenti" attivi miranti a PRIVARE della VOLONTA': ma se si tratta della "privazione" di una facoltà, dove poter collocare invece prese di posizione come estirpazione dell’irrazionale ed esaltazione acritica delle capacità cognitive? Come accettare che il titolo Tempo di mutamenti possa trarre in inganno i potenziali lettori? o navigatori del sito? inducendoli a confondere i concetti ivi espressi con quelli del mio/miei libri, con quelli del mio/miei siti?MALINTESI che possono diventare gravissimi data l’estrema delicatezza - se non pericolosità - delle mie ricerche, dei miei consulenti, di quanto poi espresso nei miei lavori? (Vedi in Presentazione: esperienza e sagggezza). Come pensare di salvare l'umanità estirpando l'irrazionale o addirittura esaltando le capacità cognitive? Col favorire semplicisticamente la mera "acculturazione" dei diseredati?

    La necessità di precisare significati e chiavi di lettura introduce in TUTTI i file del sito aggiunte metodologiche e/o normative: una precisazione metodologica assoluta suggerisce di considerare come valide informazioni - in scala discendente:
    1. le osservazioni documentabili concretamente di FATTI e di OGGETTI
    2. in mancanza di meglio rappresentati da immagini
    3. le testimonianze di prima mano
    4. e - molto indietro, per ultimi - i "Maestri"
    1. Di conseguenza cerchiamo di provvedere a che nel sito ogni immagine si costituisca anche come link di provenienza - e come per ogni altro link -  venga di continuo monitorata e aggiornata.
    2. Le testimonianze "orali" perdono la loro caratteristica primaria se riferite da terzi: possono venir filmate o registrate o trascritte; ma - per evitare discussioni futili sull'AUTENTICITA' delle testimonianze di PRIMA MANO elemento cardine di tutto questo lavoro - aggiungiamo ove possibile, un'affermazione derivante dalla pratica professionale: per molte vittime risulta più facile esporre passate sofferenze per scritto che a voce.
    Che cosa dicono altri Autori in proposito? Come difendersi dai "falsi Maestri"?

    Callari Galli Matilde - Harrison Gualtiero Né leggere, né scrivere ed.Meltemi 1997 ISBN 8886479263

    è un libro scandalo che costrinse la gaudente Italia a specchiarsi nella prima inchiesta antropologica sull'analfabetismo... Libro/scandalo e insieme libro/Cassandra: Né leggere né scrivere è uno di quei libri che intravedono il futuro....(citazione da la quarta di copertina). 

    (Vedi anche Lettera a una professoressa di don Lorenzo Milani.)

    Scienza, "menti raffinatissime" e mal indirizzate "capacità cognitive" 

    Comunque non sono di sicuro né economicamente poveri, né tanto meno "incolti" gli "scienziati" presi in giro in Infanzia: eziologia & trattamento, né ancor peggio quelli che con perseveranza si "occupano" di prescrivere a tappeto farmaci per la depressione o per la Sindrome da deficit di attenzione e iperattività, e neanche quelli che - peggio ancora - propugnano una falsa serenità a tutti i costi (e "costi" veri: economicamente pesanti)? 
    Presentata a persone serie e responsabili può sembrare una presa in giro, ma non è certo con toni scherzosi che "menti raffinatissime" cercano di far mettere in pratica su vasta scala il concetto di una "felicità" asettica ed astratta, che propongono nella pratica e non solo in opere di fantascienza la neutralizzazione di ogni contraddizione (come sarcasticamente descritto nel libro Mondo nuovo - Ritorno al mondo nuovo di Aldous Huxley): non per niente l'autore di Genesi e libertà della mente. Verso un dominio delle facoltà mentali e di Behavioral Neurochemistry: Proceedings ha scritto anche un libro dal suggestivo titolo La felicidad. E per spiegare ancor meglio il mio turbamento vorrei chiedere: chi - se non i veri, nascosti Signori della guerra (e/o della grande malavita) - si vale di "menti raffinatissime" e di "capacità cognitive sviluppate in massimo grado"???
    E considerando un passato non troppo remoto: che dire di terribili nefandezze e disastri attuati  - anche con grandissima capacità tecniche e organizzative - da Nazioni di ben consolidato e di avanzatissimo livello Culturale (con la "C" maiuscola) quali Italia, Germania (e Giappone)? E cosa dobbiamo allora aspettarci dalle più avanzate Culture del presente, anche in vista di un magari molto prossimo futuro? Come - se seguissimo la citazione arbitraria di "William" Reich - possiamo sentir parlare senza rabbrividire di "estirpazione dell’irrazionale" da ipotetiche "masse", senza considerare gli individui che le compongono e quelli che le corrompono e/o istigano? E sia per i popoli che per gli individui: a chi compete l'epiteto di "irrazionale" e rispettivamente di "razionale"? E' ... peggiore l'irrazionale slancio o l'astuta semplicità del bene rispetto alla fredda razionalità della banalità del male sia come attuazioni che come disinformazioni che come omertosi disinteressamenti?
     Mondo nuovo - Ritorno al mondo nuovo di Aldous Huxley? Ma dello stesso autore non è da dimenticare anche il semplice racconto Young Archimedes - Il piccolo Archimede e tanto meno il film che ne è stato tratto da Gianni Amelio:
    Con Il piccolo Archimede Amelio comincia a delineare quello che sarà, cercando di sintetizzare al massimo il suo tema portante; il rapporto adulto-bambino. Non nel senso edificante e zuccheroso di molti film, ma in modo tragico e problematico. Adulti che rimangono bambini e bambini< divenuti adulti troppo presto, costretti a fare da padri ai propri padri assenti. Nel Piccolo Archimede, il protagonista [vede] incarnato in Guido quell’ideale di perfezione artistica tanto presente nel paesaggio e nell’arte toscana. Cerca di costruire un piccolo Leonardo da Vinci, con tutti i crismi e i luoghi comuni del caso. Guido deve essere prima che bambino, musicista, matematico, pittore. Una figura idealizzata, non reale. Lo scontro tra questi due elementi antitetici porta alla tragedia. ... Da un racconto di Aldous Huxley, Amelio ha tratto uno dei migliori film TV della RAI, imperniato sul binomio innocenza/cultura che attraversa tutto il suo cinema.




    Salvare l'umanità estirpando l'irrazionale addirittura esaltandone le sole capacità cognitive?
    Come possiamo prescindere dal fatto ormai notorio che in ambienti di alta "civiltà" e censo si stia studiando (e con profitto!) il concetto del brain as battlefield - IL CERVELLO UMANO COME PRINCIPALE CAMPO DI BATTAGLIA? E questo anche dopo aver conosciuto un 11 settembre - e non solo -  con la sua assoluta precisione attuativa? 
    Abbiamo bisogno di un programma di neurochirurgia e di un controllo politico della nostra società: suo scopo  è il controllo fisico della mente. Si deve poter mutilare chirugicamente chiunque devia dalla regola data. ….  L’uomo non ha il diritto di sviluppare la sua propria mente. 
    Dr. José Delgado Congression Record No. 26, Vol. 118 February 24, 1974
    (MKULTRA experimenter who demonstrated a radio-controlled bull on CNN in 1985)
    Director of Neuropsichiatry Yale University Medical School

    Salvare l'umanità estirpando l'irrazionale?
    Ma allora: quanto sono razionali questa e simili situazioni? Quanto a chi di dovere stanno a cuore il benessere e le potenzialità dei giovani e delle donne?
    12-11-2005 11:41 EDIZIONE STRAORDINARIA PER ADDETTI AI LAVORI! Comunicato dell'Agenzia Italiana per il Farmaco: la somministrazione di paroxetina in gravidanza aumenta il rischio di malformazioni cardiache maggiori ed anomalie cardiovascolari sul feto.
    Antipsicotici: prescrizioni in aumento in pazienti pediatrici In base ad uno studio effettuato negli USA, la prescrizione di farmaci antipsicotici per i bambini e gli adolescenti è aumentata di quasi sei volte fra il 1993 ed il 2002. La FDA ha approvato solo tre farmaci antipsicotici per l'uso al di sotto dei 18 anni, ma la maggior parte delle prescrizioni sono state per antipsicotici di seconda generazione [peraltro assurdamente molto costosi]. Circa il 18 percento delle visite psichiatriche effettuate su giovani esitano nella prescrizione di un farmaco antipsicotico. Il presente studio ne segue altri che avevano già evidenziato il fenomeno. Probabilmente lo scambio di informazioni che avviene fra i medici informalmente durante discussioni o partecipazioni a congressi ha contribuito alla diffusione di quest'abitudine. Purtroppo, non si sa ancora abbastanza sugli effetti metabolici degli antipsicotici più nuovi, ed in particolare sui loro effetti a lungo termine nei giovani. E' necessario sapere in che modo vengono trattati i singoli bambini, che genere di continuità e monitoraggio ottengono e per quanto tempo durano queste terapie. (Arch Gen Psychiatry 2006; 63: 679-85)

    Resilienza

    E’ urgente attuare una totale revisione dei sistemi educativi e didattici dell’infanzia, e altrettanto importante è l’entrata in atto di due vaste categorie a tutt’oggi non coinvolte: quella giovanile e quella femminile del genere umano...  ???  ...
    ... l’uomo un primate intelligente che agisce… in base alle sue capacità cognitive sviluppate in lui in massimo grado...: non basta certo propugnare qualcosa di positivo: bisogna pur tornare invece a controbbattere con qualcosa che ne è il vero CONTRARIO. Sono le capacità cognitive o non piuttosto le capacità di resilienza quelle da sviluppare ulteriormente?
    la capacità di rispondere alle avversità in modo costruttivo presuppone la disponibilità a lasciarsi 'ammaccare' dagli avvenimenti, tollerando il dolore quanto basta per elaborare una risposta trasformativa (di sé e della situazione urtante).
    Unire insieme aride "capacità cognitive" con l'accettazione di "risposte trasformative" è quasi come equivocare il concetto di resilienza con l'accezione meccanicistica e insensibile di non fare una piega - da cui, di equivoco in equivoco, si può giungere addirittura più o meno consapevolemente e deliberatamente alle pericolosissime situazioni di personalità multiple.

    Una citazione - leggermente modificata e generalizzta Si definisce resilienza La resilienza è la capacità di autoripararsi dopo un danno, di far fronte, resistere, ma anche costruire e riuscire a riorganizzare positivamente la propria vita nonostante situazioni difficili che fanno pensare a un esito negativo. Per saperne di più: attitudine ad apprendere dall’esperienza), dimensione sociologica (importanza delle relazioni familiari, amicali, presenza di rete di relazioni formali e informali). Il sintesi tende ad affrontare i problemi in modo costruttivo e non subisce gli avvenimenti lasciandosi condizionare dall’ambiente e dalle esperienze vissute nel passato.

    Esiste in fisica e ne è stato mutuato anche nelle scienze sociali un termine efficacissimo - RESILIENZA, esatto opposto di rigida "fragilità". Resilienza è la risposta trasformativa anche istintuale ed emotiva che NON conduce alla restaurazione dello stato iniziale, ma ad un superiore e più EVOLUTO livello di maturazione, solidità e consapevolezza esperienziale. Nel campo psicologico quando traumi terribili sembrano dover annullare qualsiasi espansione, l'intervento della resilienza non solo si contrappone alla rigida conseguenza di "crescite" attuate per ristretta sovrapposizione e non in differenziati, evolutivi e diffusi "sviluppi", ma riesce a far integrare e assimilasre in potente consapevolezza anche accadimenti terribili.
    Il dizionario di Zingarelli designa la capacità di un materiale di resistere ad urti improvvisi senza spezzarsi. Da qualche anno le scienze sociali hanno mutuato questo termine al vocabolario scientifico per trattare di una particolare categoria di persone: i resilienti, appunto. Coloro che sono stati capaci di rifarsi una vita. La resilienza è in questo caso la capacità di un individuo di superare un grosso trauma per ricostruirsi un futuro a dispetto di quanto subìto. Un processo di resilienza è facilitato da due fattori che interagiscono tra loro. Il primo è quello della memoria: un individuo che tende a rimuovere, o a banalizzare la sofferenza vissuta, difficilmente riesce a superarla.
    • Riconoscere la propria sofferenza e riconoscersi come feriti da essa è dunque il primo passo
    •  condivisione: la condivisione delle proprie difficoltà, innanzitutto e del processo di rinnovamento, in seguito. costruirsi significa, dunque, affrontare il proprio passato senza cancellare non solo la sofferenza subita, ma anche quella generata.
    (Passi tratti dalla: Conferenza di Ginevra sulla 'resilienza' 29 agosto - 1 settembre 2002). 
    La resilienza é piú della semplice capacitá di resistere alla distruzione proteggendoci da circostanze difficili, é in ugual modo la possibilitá di reagire positivamente a scapito delle difficoltá e la voglia di costruire utilizzando la forza interiore propria degli esseri umani. Non é solo sopravvivere a tutti i costi, ma l'abilità di usare l'esperienza appresa dalle situazioni difficili per impiegarla in processi trasformativi e di recupero...
    Citazione dalla presentazione italiana del libro:
    La Promozione della salute mentale e i giovani. Teorie e pratiche Ed. McGraw-Hill italiana
    a cura di Alessandro Grispini e Pompeo Martelli Presentazione di Michele Tansella
    In sostanza se il concetto di RESILIENZA
    è piú della semplice capacità di resistere alla distruzione proteggendoci da circostanze difficili... [bisogna] incominciare a diffondere il concetto di resilienza per contribuire alla comprensione del fatto che ogni persona possiede questa caratteristica, ma da tutti noi dipende che possa essere sviluppata, se ci concediamo mutualmente la possibilitá di farlo.

    BLACKOUT, COMPETENZA, RESILIENZABLACKOUT, COMPETENZA, RESILIENZA di Roberto Vacca Il Messaggero - 29/9/2003 - Resilienza è parola rara, che solo certi tecnici capiscono. Invece dovrebbero conoscerla tutti. E' la caratteristica di una struttura di resistere a un colpo improvviso e violento - non solo a un carico applicato gradualmente. Nel caso delle reti elettriche, resilienza
    significa stabilità rispetto alle perturbazioni.

    5) AGGIORNAMENTO (a proposito de La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana)

    Negli anni sessanta Pier Paolo Pasolini - autore del libro La meglio gioventù - scriveva
     Le persone che amo di più sono quelle assolutamente semplici. Un analfabeta ha sempre una certa grazia, che si perde attraverso la cultura. Poi la si ritrova ad un altissimo grado di cultura, ma la cultura media,... è sempre corruttrice.

    Per introdurre nuove considerazioni è molto adatto uno scambio di mails con commenti e considerazioni di un giovane medico a proposito del film di Marco Tullio Giordana: La meglio gioventù, ad iniziare da questo dialogo iniziale. (Per semplificare la lettura verranno usati caratteri diversi per indicare le citazioni e gli scritti di ciascuno dei due autori delle mails, con i margini di tutte le frasi di citazione spostati a destra.) 
     Professore di Patologia: - lei ha qualche ambizione?
     Studente: - beh..non so...
     Professore incalzante: - le do un consiglio, vada via dall'Italia, lasci questo Paese finché può. Cosa vuole fare: il chirurgo?
     Studente: - veramente non ho ancora pensato"
     Professore: - Vada via, vada a studiare a Londra, Parigi! Vada in America!. L'Italia è un Paese da distruggere, bello ma inutile, destinato a morire 
    Studente : - cioè secondo lei tra poco ci sarà un'apocalisse?
     Professore: - e magari ci fosse almeno saremmo costretti tutti a ricostruire. Invece qui rimane tutto immobile fermo, in mano ai dinosauri"
     Studente: - ma allora perchè lei non se ne và?
     Professore: - Ma come perchè? Io sono uno di quei dinosauri da distruggere"
     Il dialogo in particolare si svolge durante un esame di Medicina, nell'Italia degli anni sessanta(forse prima del  '68). Ma la frase e il dialogo(l'attore che fa il docente è molto convincente) mi hanno colpito.Come se al posto dello studente ci  fossi  io, ma come se, a differenza di quello del film, mi trovassi in pieno accordo con quelle parole. Supponiamo che quel dialogo sia realmente esistito, non crede che oggi, trentacinque anni dopo, quelle profezie si siano avverate? Il senso di immobilismo, ma soprattutto la sfiducia e  questo Paese dove la democrazia è solo parola, dove  tutto sembra improvvisato. Lo so sembrano frasi fatte, ma io penso sia così realmente, qui non mi trovo, non conosco altre realtà certo, ma il mio Paese non mi piace.
    Si ricorda a proposito della mail in cui dicevo che nessuno prende le cose sul serio? Ecco, E' come se questa fosse come una malattia endemica. Io ho bisogno del contrario, di serietà, di sapere su chi si può contare, di  persone che conoscono il senso di responsabilità. 
    La sensazione che fuori dall'Italia, questo sia più diffuso. E' solo una sensazione, appunto, ma bisognerebbe provare per capire! 
    ... Dal grande al piccolo, dall'esterno all'interno... Rileggendo il dialogo, mi rendo conto che anche per me  ci andrebbe una sorta di   apocalisse, per essere costretto a ricostruire, per non diventare un dinosauro... 
    Ho paura di questo


    Distruzioni e ricostruzioni

    Dal grande al piccolo, dall'esterno all'interno... essere costretto a ricostruire, per non diventare un dinosauro...:
    Sul piano individuale questa sorta di Apocalisse "ricostruttiva" (comunque possibile sempre e a chiunque) è stata proposta e pubblicamente accettata come teoria e come pratica terapeutica scientificamente codificate da ben più di un secolo (ufficialmente dal 1896). Come una sorta di, sebbene incruenta, difficile e DOLOROSA terapia "chirurgica" ricostruttiva della propria QUARTA DIMENSIONE, la PSICANALISI può RESTITUIRE - beninteso: a chi lo voglia e se lo senta - la pienezza della PROPRIA vera essenza, può riattivare i passaggi mancati: e così riattivare ogni vera successiva apertura di esistenza, in una direzione opposta a quella distruttiva - magari persino neurochirurgica - propugnata da Delgado in modo anche veramente cruento e mutilante di controllo politico_ ipocritamente ineggianate ad un'ipotetica passiva "felicità" assieme ad una totalitaria massificante "psicocivilizzazione". 
    E' stato detto - Nietzsche ne La gaia scienza - che la pazzia è l'oblio di un grande dolore...; però, nel riattivare lentamente le grandi sofferenze sopite e obliate, chiunque potrebbe ritrovare e venir aiutato a ritrovare la propria completezza e autenticità. Rivivere attivamente proprio quelle passate sensazioni che sembravano intollerabili permette di ritrovare l'esperienza del PROPRIO passato. Esplicitata e coraggiosamente ri-attualizzata questa riscoperta traduce le memorie prima latenti come minacciosi mostri in agguato in - ora accettate - sensazioni che concretizzano il proprio senso di identità. Ritorna il vero SENSO all'esistenza, con l'aggiunta - donata dalla resilienza trasformativa - di una sostanziale saggezza che permetterà le successive nuove vissute, arricchenti ESPERIENZE in un - ulteriormente resiliente - superiore e più EVOLUTO livello di maturazione.

    Dall'ottundimento e/o dall'oblio si può giungere alla completa "pazzia" e da questa uscirne rinnovati, ma qualcosa di disturbante da nascondere, qualcosa di destrutturante l'esistenza - propria e altrui - può però realizzarsi anche NON da terribili traumi ma da altri meno pittoreschi presupposti: sia derivare da esperienze "esterne", cioè dall'insopportabilità di fatti accaduti, sia altrettanto da soggettivamente intollerabili esperienze interne.

    E' stato detto: La pazzia è l'oblio di un grande dolore...; ma, se mal accetto, da questo grande dolore possono continuare a nascerne altri: nell'ottuso oblio ecco ritrovarsi anche quel sonno della ragione [che] genera mostri grande dolore propugnata da Delgado - questa sì veramente cruenta, e ipocritamente inneggiante alla "felicità" assieme alla e non solo nel presente, non solo nell'esistenza di una singola persona. Ma se i traumi, il iniziale rimossi o rinnegati - quando non ancora peggiorati dal mancato appoggio o dal contrasto con il mondo circostante - lasciano una falla, una debolezza strutturale nella personalità, altre ancora possono essere le cause di difettosi sviluppi e di diffusione di "mostri".
    Il senso di immobilismo, ma soprattutto la sfiducia e questo Paese dove la democrazia è solo parola, dove tutto sembra improvvisato.... 
    ... Ecco, E' come se questa fosse come una malattia endemica. Io ho bisogno del contrario, di serietà, di sapere su chi si può contare, di persone che conoscono il senso di responsabilità
    .
    Analogamente alla funzione degli "organizzatori-induttori" dello sviluppo embrionale esistono infatti precisi bisogni psicologici e/o ambientali (nota bene: BISOGNI non "desideri") che se non appagati producono precise, determinate, strutturanti CARENZE. Ecco un nuovo "mostro", che può avviare a valanga una catena di errori in peggioramento successivo. Ecco che da allora, in un circolo vizioso avvitato su sé stesso, queste "disorganizzazioni" possono continuare ad aggravarsi verso vie patologiche a loro volta aperte a diramarsi al di fuori della persona singola fino a travolgere - nel presente, ma spesso ben oltre anche nel futuro - intere esistenze: la propria e molte altrui. Ecco allora che il tutto precipita in questa "malattia endemica" ad opera - soltanto (?) - di emozioni considerate come inaccettabili perché troppo in contraddizione con altre emozioni, con altre possibilità dell'esistenza, con una visione unilaterale e ristretta della propria individualità (... i dinosauri...), con conflitti insormontabili tra gli affetti e se stessi, con il bisogno di appartenenza in contraddizione con passate - o prospettabili - situazioni e possibilità proprie; con idee da cancellare tra ambizione ed evitamento dell'insuccesso, nella contradditorietà tra progetti di attuabilità incerta e voglia passiva e dipendente di delegare ad altri il soddisfacimento dei propri desideri, ecc. ecc.
    ...anche per me ci andrebbe una sorta di apocalisse, per essere costretto a ricostruire, per non diventare un dinosauro... 
    Ho paura di questo.
    Dall'ottundimento e/o dall'oblio, dalla fragilità dovuta a gravi carenze e persino dalla completa pazzia si può uscirne rinnovati, ma è alla base della  grande SCOPERTA, del grande regalo datoci da Freud.
    Proprio questo reintegrato rispetto per entrambe le situazioni ha permesso un così enorme progresso nella teoria e nella pratica; e da allora non solo offre una così valida possibilità agli psichiatri di ottenere vere guarigioni, ma propone più precise possibilità di cura alla medicina nel suo insieme, e garantisce anche continui apporti concreti al generale bagaglio della scienza tutta.) l'EQUIPARARE la cura dei pazienti sofferenti per accadimenti traumatizzanti a quella destinata a chi è danneggiato da conflitti interiori, da emozioni contrastanti non ancora mature abbastanza da diventare appunto nel loro contrasto  "poli di energia", da affetti in contraddizione con il proprio modo di essere: conflitti interni (vedi l'antitesi: "imbroglio/sviluppo" al lemma 2327 del Dizionario dei Sinonimi e Contrari), derivanti comunque da emozioni soggettivamente inaccettate.

    Ma non curati, mal-trattati, anzi incrementati i "mostri" generano mostri ed ancora mostri: e mostri ingannatori, squalificanti, offensivi e svilenti, omertosamente minacciosi per coprire misfatti presenti e/o passati. Veri bisogni non appagati, fasi di sviluppo tarpate o distorte producono precise, determinate, strutturanti CARENZE. Ecco nuovi "mostri", che avviano a valanga una catena di errori in peggioramento.
     Imbroglio significa non solo disordine ma confusione, ciò che imbroglia fa più che imbarazzare, non solo rallenta le operazioni ma le difficulta, o mescola le cose in modo da non ne trovare il bandolo di leggieri...
    E così in un circolo vizioso avvitato su sé stesso, ecco i problemi delle esistenze difettose diramarsi al di fuori della persona singola fino a travolgere - nel presente, ma spesso ben oltre anche nel futuro - intere esistenze: la propria e molte altrui.... Molte altrui?
    Dal grande al piccolo, dall' esterno all' interno...
    e viceversa: dal piccolo al grande, dall'interno all'esterno...
    Sul piano pubblico è stato detto che le guerre sono l'igiene dei popoli: non è vero in quanto è ben probabile che avvengano come una specie di beffardo accordo tra pseudo-contendenti come nel libro di George Orwell 1984. Ma igiene o meno, apocalisse ricostruttiva o redenzione solo annunciata...: però era vera l'atmosfera di grande entusiasmo del dopoguerra degli anni 1945, '46, '47, atmosfera finita anzi precipitata in Italia e nel mondo circa nel '48; come al contrario già precipitati in guerre, disordini, dittature, stragi... erano stati i vari momenti storici di entusiasmo e anelito verso migliori e più giuste condizioni di vita e di grandi chiarificatori progressi della scienza e delle tecnologie: come alla fine dell'800 e agli inizi del '900; come durante le entusiasmanti evoluzioni e cambiamenti epocali delle scoperte scientifiche, del tenore di vita e della mentalità familiare agli inizi degli anni '70, ed anche degli anni '90. (Vedi Ronnie Laing - La Politica dell'Esperienza citato nel file/capitolo Consapevolezza e memoria.)
    Ho appena rivisto la scena, e nell'ascoltare le parole del professore è come se avessi colto in lui la paura di quel ragazzo giovane e promettente, la  paura che ragazzi giovani potessero in qualche modo preparare il suo "funerale". Lui stesso si definisce un dinosauro da distruggere. Sono gli anni che precedono il sessantotto e forse in previsione di quello che sarebbe successo, la paura dei dinosauri  è  comprensibile, come  comprensibile  è il desiderio di allontanare il"nuovo".
    Sul piano personale, il ricordo del rapimento Moro (avevo nove anni), mi dava l'idea di una sorta di pericolo diffuso, scarsamente identificabile(anche  se  allora si parlava delle BR come fossero l'unico antagonista dello Stato democratico) ma comunque percepito (ricordo le maestre, i  bidelli  preoccupati, le  persone incontrate per strada...) oggi non sembra più così. E' come se il personale di tutti abbia preso il sopravvento e il piccolo mondo famigliare renda invisibile ciò che succede  fuori. La mia famiglia potrebbe essere un esempio per chi dice che in fondo la televisione non è il male. Loro sono figli più della radio che della televisione. Però sono nati e cresciuti sotto una dittatura che seppur feroce non è stata percepita come pericolo, ma come opportunità (le marce fasciste, i balilla, i vestiti nuovi per chi partecipava, l'orgoglio nazionale). Una propaganda che li ha in un certo senso ammaliati (più mia madre di mio padre) e convinti che tutto era normale. Nemmeno la guerra li ha svegliati a dimostrazione che il lavoro di smuovere le coscienze è molto più duro che addormentarle....
    Ho paura come a nove anni, capisco lo sconcerto e la paura di S. di tre [anni][vedendo le immagini della strage sui treni in Spagna] e la serietà di R. a undici anni. Capisco come gli adulti spesso si rendano poco o per nulla conto di quello che gli accade intorno(non tutti per fortuna) e come di conseguenza prendano con superficialità e ignoranza i timori giustificati di un bambino!

    Sviluppo e nemici dello sviluppo

    Queste - famose - vignette che descrivono una delle più tipiche "malefatte per buona intenzione" del "burrascoso Giannino" sono tratte dal GIORNALINO DI GIAN BURRASCA, libro non solo per ragazzi, ma molto educativo anche per gli adulti. La pseudo-crescita artificialmente - anzi surrettiziamente - forzata della benamata piantina di dìttamo della vicina di casa, non esemplifica forse la "crescita" forzata e solo apparente, le guarigioni solo apparenti fornite dal cognitivismo o peggio - più calzante con le vignette - dal comportamentismo)?
    Il giornalino di Gianburrasca Il giornalino di Gianburrasca Il giornalino di Gianburrasca


    Mi ha colpita molto e permesso di puntualizzare meglio questi concetti idee chiarificatrici trovate in normali reportage giornalistici, riassumibili nelle ultime frasi di un articolo di Mimmo Candito I peccati capitali del governo Erdogan su La Stampa del 21 novembre 2003:
    Le bombe di Istambul sono messaggi minacciosi per la politica di moderazione del partito islamico Akp, che è un acronimo dove la parola giustizia si accompagna alla parola sviluppo. Il fondamentalismo non ama questa accoppiata, la sua giustizia è un cielo lontano dal tempo e dalla storia degli uomini.
    Da La Stampa di lunedì 6 settembre 2004 - pag. 4: Gli INNOCENTI. Quando la guerra non risparmia i bambini - in un articolo di Domenico Quirico
    I bambini sono tornati ad essere pagine bianche su cui si possono scrivere tutti i copioni fissati dai crudeli ingegneri delle anime. Julius Hallevorden luminare della medicina nella Germania nazista considerava i loro cervelli materiale mraviglioso. Lugubre e terribile espressione. Perché Hitler trasformava la notazione scientifica nella richiesta, brutale, di creare procedimenti che sfornassero bambini geneticamente nazisti, che presidiassero il feroce futuro del Reich millenario.

    Che si definiscano di destra o di sinistra, cattolici o puritani, islamici o israeliani-doc..., che  rivendichino la propria superiore "bontà" e dichiarino "male assoluto" il contrapposto...:
    Imbroglio da ultimo vale: frode tramata per ingannare o danneggiare altrui...
    Il vero nemico sono... quindi i bambini, sono i giovani; per i baroni delle cattedre sono gli studenti capaci: il vero Asse del Male e in "rinnovamento", tutto quanto è in SVILUPPO, in multiforme APERTURE. Per i dinosauri nemico è tutto quanto è "nuovo", tutto quanto mette a rischio posizioni definite, tuto quanto attenta alla propria posizione e ai propri "poteri".
    Abbiamo bisogno di un programma di neurochirurgia e di un controllo politico della nostra società: suo scopo  è il controllo fisico della mente. Si deve poter mutilare chirugicamente chiunque devia dalla regola data. ….  L’uomo non ha il diritto di sviluppare la sua propria mente.
    Intelligenze raffinatissime? "Estirpare l'irrazionale"??? Ma dove e come collocare l'intelligenza scientifica di psichiatri abbondantemente citati ad esempio nel nuovo libro riguardante Morton Prince e colleghi - vedi: personalità multiple - e di veri criminali come Delgado?
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    La testimonianza di Regina Louf (traduzione in italiano)
    Eccoci dunque all’ultimo post sulla storia di Regina. Comprendo quanto la tematica sia molto difficile, ma spero siate arrivati fino a qui.E vorrei concludere con alcune speranze. Spero che, quando sentirete parlare di pedo-pornografia, prima di scagliarsi sui fruitori di questo squallido materiale, ci si chieda chi sono le piccole vittime che vi si trovano filmate. Da dove arrivano e che fine fanno. Spero, alla luce della testimonianza di Regina (e non solo, ma qui mi sono limitato a lei), che si comprenda che esistono abusi che vanno ben oltre l’ambito familiare o l’idea del pedofilo come "predatore solitario" (in quest’ottica a cosa serve strillare alla castrazione chimica?). Spero che si creda che le organizzazioni pedofile esistono non solo in paesi lontani come la Thailandia, terra di turismo sessuale. Perché le organizzazioni di piccoli schiavi esistono. Anche nella nostra ricca e civile Europa, anche nel nostro paese. In modo silenzioso, continuano ad esistere sotto ai nostri occhi veri e propri campi di concentramento, vere e proprie vittime di campi di concentramento. E spero inoltre che queste poche parole sulla storia Regina possano essere sufficienti per instillare il dubbio che forse questi tipi di abusi non hanno a che fare solo con le perversioni sessuali. Del resto è una constatazioni che anche in Italia esistono, oggi!, in tempo di pace, migliaia di persone affette da DID, disturbo delle personalità multiple, che sopraggiunge in casi di sistematici abusi sessuali che sconfinano nella tortura, proprio quella tortura che non è contemplata nella nostra legislatura. Così, come credo all’Olocausto e all’orrore del nazismo, alla violenza dell’uomo sull’uomo, alle torture che avvengono nei territori di guerra e nelle prigioni, allo stesso modo credo alla storia di orrore narrata da Regina e dalle altre ex-vittime.
    Spero davvero di non essere solo. Spero davvero di non lasciarla sola. Di non lasciarli soli.

    Da un altro sito un invito a meditare su questi stralci iniziali di una testimonianza - ITALIANA - inoppugnabile che si trova per esteso in un altro sito - e anche su questo in pdf per ovviare a eventuali probabili manomissioni: ESPERIMENTI SU BAMBINE/I Ma anche è necessario la presa d'atto delle possibilità CONCRETE e non "romanzate" di resilienza e di recupero:
    I contrari. Una vita fatta di “normalità“, contro una vita “fuori dalla norma“, una sotto vita o una vita sopra le righe. Bambini che non fanno i bambini, bambini trasformati in “animaletti“ da combattimento oppure in cavie da laboratorio. Bambini svuotati della loro personalità e riempiti di altri pensieri, di altre storie, di altri cervelli. Sono pensieri di guerra e storie di morte ed ai pensieri seguono le azioni e nascono le storie, “storie“ che non si possono narrare per paura di non essere creduti, di passare per bugiardi. Gli adulti sanno essere molto spietati, ma se diamo ad un bambino solo e disperato una ragione di vita e lo convinciamo che “si può fare“ … "tutto si può ,basta volerlo“ … Lo carichiamo di odio e di grande fiducia in se stesso, basta dirglielo con un tono gentile e accomodante, mentre lo picchiamo selvaggiamente utilizzando mani e piedi … La fiducia in se stesso verrà dal fatto di essere sopravvissuto e che niente e nessuno potrà mai ferirlo, ucciderlo … E’ chiaro che il bambino si è trasformato in qualcosa d’altro, ed è quel qualcos’altro che deve farci riflettere e preoccupare. Alla base molte volte ero in disaccordo con quello che facevo e quello che dicevano le persone a cui la mia vita dipendeva. Sapevo che seppur in disaccordo a loro non interessava certo il mio punto di vista e dal canto mio facevo di tutto per non soccombere. Era un tira e molla continuo, coscienza contro sopravvivenza. Colpire per non perire. Forse il fatto di non avere stretto amicizia con gli altri bambini mi  ha protetta dalla responsabilità pesante che venissero fatti fuiri a causa mia. Vigliaccheria? Può darsi. Non ricordo di averci neppure provato a stringere dei rapporti con loro, tanto a che sarebbe servito? Nessuno sapeva che cosa ne sarebbe stato di noi, per quanto mi riguarda eravamo dei morti viventi. Eppure sentivo quei bambini vicinissimo a me e quando mi rendevo conto che qualcuno di loro mancava all' appello e che non lo avrei più rivisto, la disperazione più nera e l' ansia incombevano su di me per poi ricadermi addosso come un grosso masso. In fondo a pensarci bene non c'era bisogno di essere amici, bastava uno sguardo e capivamo chi sarebbe passato e chi no ... Eravamo tutti nella stessa situazione di pericolo. Pensavo alle interrogazioni scolastiche: studiavo , eppure quando mi trovavo alla cattedra mi assaliva un'ansia tale che dimenticavo tutto e non riuscivo ad emettere nessun suono. Il terrore puro. Quando poi l'argomento riguardava la tecnologia (computer), il cuore iniziava a battere all'impazzata e avevo delle vampate di caldo tali da respirare a fatica. Tutte cose che provavo all'interno, mentre esternamente parevo tranquilla. Avevo paura di imparare. Imparare per me equivaleva a togliere la vita, ad uccidere. La matematica , la fisica e la chimica avrebbero potuto "insegnarmi" in maniera subdola, attraverso segni o simboli che sarei riuscita a codificare solo io, ad eliminare senza lasciare traccia o indizi ... Pazzia? Disperazione. Vedevo gli altri andare avanti, mentre io non riuscivo a spiegarmi i continui blocchi mentali e fisici e restavo indietro. Tutto mi era estraneo e tremendamente spaventoso. IO ero altro da ME.

    Un aggiornamento - firmato con un nome differente da quello anagrafico ad indicare la "personalità" autenticamente multipla - rivela il perché questa persona molto spesso si presenta in un modo, con un abbigliamento e con un linguaggio verbale e comportamentale ben diverso da quanto - come origine, formazione, ambiente  - sarebbe stato logico aspettarsi. (Ed a questo va aggiunto un particolare piuttosto singolare: un udito straordinario.)


    Chiedo che nessuno si intrometta tra ciò che ero e ciò che sono. Adesso non sono io, chi scrive è una persona dalla mentalità scientifica e metodica, sadica.
    Il suo compito è individuare e neutralizzare le spie con ogni mezzo. Dopo averle individuate entra nel loro mondo, parla come loro, si veste come loro, frequenta gli stessi ambienti. E' una persona affascinante e affabile, caratteristiche che gli servono per avvicinare le vittime e diventarne amico. Fiducia prima di ogni cosa. L'insetto rimane impigliato nella ragnatela del ragno pescatore. Conquistata la fiducia si porta il soggetto a scoprirsi con domande tranello o semplicemente lasciandolo parlare, facendogli credere di essere dalla sua parte. Un gioco da ragazzi !!!
    Bisogna fare in modo che il soggetto non vada mai fuori tema e qual'ora dovesse accadere, lo si indirizza delicatamente. La gentilezza in questi casi è fondamentale. La voce è un'arma letale. Dopo aver appurato che il soggetto è una spia, si passa all'azione vera e propria. La tortura viene utilizzata nei casi dubbi, mentre la "soluzione definitiva" nei casi certi. Risolto il problema si passa al depistaggio, lasciando solo le tracce utili. Terminato si ritorna alla base e la vita prosegue come se nulla fosse accaduto.

    (Eppure all'esterno non trapelava che ben poco. Eppure almeno alcuni di questi bambini per determinati periodi conducevano anche una vita in apparenza "come gli altri". Ma non veramente "come gli altri", poiché NULLA doveva trapelare di quanto nella loro altra "vita" accadeva: e così - ancor ora nel ricordo - per un altro "sopravvissuto"  veri terribili incubi non erano le interrogazioni "tecnologiche", ma i "temi liberi" ed ancor più le interrogazioni di Storia.) E non si tratta di situazioni geograficamente delimitata: queste "situazioni" italiane rispecchiano pari-pari quanto scritto nei classici testi Americani (Lauren Stratford, Carol Rutz, Kathleen Sullivan ecc.) e in quelli Belgi: Régina Louf, e tutti i casi dell'indagine giornalistica del Dossier X
    Ma - come già ribadito anche in altri file/capitoli di un altro sito - la situazione Belga è soltanto emersa e anche casualmente come la punta di icebrg di qualcosa di ben più vasto e INTERNAZIONALE: ogni file verrà pertanto REVISIONATO E MIGLIORATO per riassumere tempestivamente le novità del sito; verranno segnalati i files nuovi o completamente modificati, ora corroborati con illustrazioni incontrovertibili. Da tener costamente d'occhio gli aggiornamenti dell'argomento ostilità contro l'infanzia e medicina; nonché le continue nuove precisazioni di questa terribile testimonianza italiana - in /testim.htm, in /warn-internat.htm e in /guilt-free.htm - ora anche allargata con le testimonianze e illustrazioni di PRIMA MANO di gravissimi esperimenti ostetrici su bambine anche molto piccole e di esperimenti pseudo-medici sui bambini già utilizzati nei circuiti pedo-pornografici.

    Vedi - anche in italiano - gli aggiornamenti di /superstition.htm in cui i temi dell'arroganza medica, della passiva, superstiziosa stupidità e delle mutilazioni sono spiegati ampiamente anche con molti riferimenti.

    Resilienza e RECUPERO

    scritto il 21 marzo 2009 (da notare: non è altro che la CONTINUAZIONE - graduale e coerente - di quanto scritto nel paragrafo testimonianza ITALIANA)

    Riflettevo sulla domanda: sono intelligente?
    La domanda giusta, in realtà, avrebbe dovuto essere questa:
    Chi vede adesso? Mi vede? Mi riconosce? Sono IO.
    L' intelligenza è per me, non una personalità, ma qualcosa che mi appartiene da sempre, come un pensiero personale, un' opinione, un disegno, un ricordo che per anni sono stati sepolti da altro e altro ancora. Adesso quel modo di sentire e vedere la realtà è di nuovo con me, pulito, rispolverato: è vivo, lucido, pressante, pulsa... Rivedo le distanze, risento le persone, riguardo gli spazi ampi, rivedo le possibilità e tutto ciò mi era mancato...e tanto!!!  Il pensiero libero...la fantasia... tutte cose che posso ripermettermi di FARE!!!  E  disfare  a mio piacimento. Non si smette mai di imparare, ne di ripassare.
    Ho scoperto che anche il ripasso è fondamentale. In fondo, quando ricordiamo, ripassiamo, ripercorriamo, ritorniamo.


    Estirpare l'irrazionale... ???

    Ma estirpando il creduto "irrazionale" si aggiunge soltanto danno e spregio alla vera ragione: trasformandola in un vuoto, saccente cicaleccio come nell'invecchiamento cerebrale senile quando rimangono in apparenza conservate capacità di collegamenti "logici" purché in ambiti legati a consuetudini ben consolidate, capacità di relativa "efficienza" secondo precedenti non modificabili abitudini e preferenze; ma non si aggiungono certo "capacità cognitive" quando si rubano i novantanove linguaggi della poesia dei cento linguaggi di Loris Malaguzzi.

    (Là dove non vi è inviluppo o viluppo, ivi sviluppare non ha luogo proprio...)

    Estirpazione dell’irrazionale ed esaltazione acritica delle capacità cognitive...: non suona come un vero schiaffo, una vera sconfessione degli enormi valori di apertura e conoscenza dell'infanzia come enorme deposito di rinnovamenti? dell'infanzia come "valore in sé", nell'infanzia come presupposto e "deposito" delle vitali potenzialità di ognuno? (Vedi Presentazione: esperienza e sagggezza e somme guide.) 

    E vedi pure atroci - "indifferenti" - esempi di uno dei massumi del "non rispetto".
    A macabre tale of medical arrogance... = Arroganza medica: una macabra favola
    E' notorio come in secoli non troppo lontani (abbiamo testimonianze di anziani evirati, vivi fino agli Sessanta del '900) si castrassero bambini per mantenerne la "voce bianca" e così ottenere dei soprani "speciali": ad esempio ascoltate la voce di Alessandro Moreschi registrata già nel 1902 e vedi il caso del famoso Farinelli (Carlo Broschi, detto Farinelli 1705 - 1782 ); ma la mutilazione sottocitata - ...un creduto! - e ampiamente sbandierato successo del  COMPORTAMENTISMO è ancora più raccapricciante nella sua quasi "banalità" di situazione "privata": comunque ne esemplifica bene teoria, impostazione e principi.
    A macabre tale of medical arrogance...
    As Nature Made Him:The Boy Who Was Raised As a Girl
    autore: John Colapinto - vedi Bruce, Breda e David.
    Per collegamenti e informazioni più articolati sull'argomento delle mutilazioni vedi in un altro sito Segnalazioni di allarme internazionali e ed ancor meglio in Testimonianze e dubbi e in TOTEM  AND  TABOO  REVISITED: awful and  fertile rise of new superstitions)
    (Ne esisteva anche una traduzione in italiano ma ora è introvabile, come era già avvenuto per il libro Sybil di Flora Rheta Schreiber in cui si descrive un caso paradigmatico di "personalità multiple". Ne fu tratto anche un film (Sybil (1976) (TV regia Daniel Petrie, attori: Sally Field come Sybil Dorsett, Joanne Woodward come Dr. Cornelia Wilbur), anch'esso tradotto in italiano e anch'esso subito sparito dalla circolazione).

    Riguardo all'argomento mutilazioni sessuali vedi in TOTEM E TABOO REVISITED: awful and fertile rise of new superstitions

    Il vero nemico: il "vero nemico" sono i bambini ...

    ... Bambini che non fanno i bambini, bambini trasformati in “animaletti“ da combattimento oppure in cavie da laboratorio.
     ...

    Bambini? Inauditi crimini - talmente inauditi troppo spesso da non poter venir creduti - proprio contro bambini? Contro bambini in quanto "piccole cavie" indifese e/o contro bambini in quanto "addestrabili" potenziali criminali?

    E d'altra parte: come distinguere testimonianze di "fatti" da elucubrazioni deliranti? Ecco una CONCRETA e PERSONALE innoppugnabile risposta a questa domanda da parte di chi davvero conosce bene il vissuto e il ri-vissuto di entrambe queste due possibilità tramite un'altra testimonianz spontanea della sotto citata testimonianza ITALIANA:
    Sono contenta di essere riuscita a scriverle queste poche righe. Lei sa che mi piace mettere i puntini sulle i sino alla nausea. La chiarezza, la verità sopra ogni cosa, soprattutto sulle cose davvero importanti.
    22.12.2008
    L’angoscia mi attanaglia. In casa mi muovo con il cellulare in mano, lo porto ovunque, anche in bagno. Sono in attesa …  ??? Altra cosa che stamattina ho dimenticato di dirle : nei confronti dei bambini, di qualsiasi età (escluso gli adolescenti), ho dei timori reverenziali. La paura più marcata è quella di fargli involontariamente del male, così, mi rendo conto, di non potere essere nei loro confronti, spontanea, ma sempre in allerta, pronta a ricacciare indietro chiunque tenti, utilizzando il mio corpo, di fargli del male. Penso di potere dire, che, nonostante tutto ciò che mi hanno fatto c’è sempre stata una parte di me, sana, inviolata, forse proprio l’istinto, se vogliamo dare il nome alle cose, che mi ha protetta e consigliata. La natura (la mia) superava, a volte, le personalità e non c’era verso di farmi fare niente in quei momenti, allora botte da orbi, tante, utilizzando pugni e calci, pizzicotti dolorosissimi, sputi e urina, sino ad arrivare alla violenza fisica, allo stupro. Il tutto infarcito con voci melliflue e carezze affettate.
    Come le dicevo stamattina al telefono, non mi si deve toccare, altrimenti mi trasformo e chissà in cosa … in chi… ? Ho paura.
    In passato ne avevo davvero tanta, eppure, quando potevo, ripensavo, rimuginavo sulla situazione appena vissuta cercando il modo di “ correggerla “, trovare una “ falla “, alfine di poter aiutare qualche bambino a scappare, nascondersi e chiedere aiuto. Ci pensavo continuamente, fotogramma per fotogramma, per trovare una via di fuga che in quel momento, purtroppo mi era sfuggita. Era desolante, scoprire ogni volta che la possibilità non esisteva, neppure minuscola, mi tormentavo, notti insonni passate a ragionarci su, senza trovare la ben che minima fessura in una rete finissima e impossibile da spezzare. Continuavo a dirmi: “Da qualche parte ci deve essere un errore, uno sbaglio di valutazione, un punto scoperto“. Niente. Frustrante. Vedere morire davanti ai propri occhi un mare, un oceano di bambini e non potere fare niente, annienta ogni pensiero, ogni azione, ogni ragionamento. Sentire il tuo istinto che ti spinge violentemente verso quei bambini, per dargli una mano e il sapere  di non potere fare nulla … ancora oggi non riesco a darmene pace. Un Oceano di corpicini senza vita incombe sulla mia testa. L’istinto mi urlava: “Agisci“, la ragione invece “stai ferma dove sei, altrimenti muori“. L’urlo del mio istinto mi angoscia, la fievole voce della ragione o del buon senso, invece no. Il cibo non mi va, bevo si, purchè siano liquidi. Mi viene la nausea solo a pensare di dover mangiare, lo stomaco è chiuso. Credo sia in lutto.
    Sono contenta di essere riuscita a scriverle queste poche righe. Lei sa che mi piace mettere i puntini sulle i sino alla nausea. La chiarezza, la verità sopra ogni cosa, soprattutto sulle cose davvero importanti.


    Là dove non è inviluppo o viluppo, ivi sviluppare non ha luogo proprio...:
    Infanzia, la lunghissima infanzia della specie umana, e il suo sviluppo che non potrebbe aver luogo se non aprendosi da un precedente "inviluppo" devono realizzarsi attraverso varietà di percorsi. Mutamenti - al plurale - non può semplicemente indicare "trasformazione", per non venir equivocato come semplice cambiamento da una modalità (se non "da una moda"!) ad un'altra. Ecco perché è così essenziale aver dedicato questo file/capitolo alla puntualizzazione ed alla difesa della significatività del titolo Infanzia: tempo di mutamenti, a sua volta imprescindibile ad allargarsi verso la complessità delle sue possibili evoluzioni.
    Il vero nemico è tutto quanto (come il bambino della favola del Re nudo) può, aprendo alla chiarezza, smascherare gli imbrogli. Il vero nemico è tutto quanto è "diverso" ma soprattutto in "diversificazione", è tutto quanto - appunto perché differente e differenziato - diventa imprevedibile e fuori dal "razionale" controllo.
    Il vero nemico è il TEMPO in quanto non permette di pianificare arbitrariamente il FUTURO e  obbliga a tener di continuo conto di quanto è PASSATO: e così veri nemici sono ulteriormente i bambini, con le loro modificazioni continue e con le loro aperture su nuovi orizzonti generazionali, imprescindibili MARCA-TEMPO nei tempi immobili e morti dei dinosauri.

    Per ognuno ogni preciso ricordo del passato e delle sensazioni provate, la piena accettazione e conferma della propria infanzia è alla base dell'autentica identità e di ogni esperienza vissuta:
    1. da cui vera SAGGEZZA;
    2. da cui capacità successiva di apprendere e assimilare;
    3. da cui  profondità e apertura di vedute e "spessore" della personalità (sinonimi per ogni dato momento di maturità);
    4. da cui VOLONTA' capace di scelte autonome e di rifiuti;
    5. da cui giustizia e capacità di riconoscere e valutare i DIRITTI come antitetici di TORTI;
    6. da cui "umanità" e, per conoscenza diretta, consapevole od istintiva che sia (la "semplicità del bene") ricezione e partecipazione al sentire altrui e alle altrui necessità.
    In una visuale dinamica, questa continuativa, migliore chiarezza sul presente e su se stessi si apre quindi sul succedersi delle cause e conseguenze, e così sul valore e significato dei propri - ed altrui - atti e quindi delle proprie e altrui RESPONSABILITA': in un concetto di responsabilità NON sinonimo di obbligo verso qualcuno da non disattettendere, né di ricerca di apprezzamento, ma come valutazione concreta e coerente e impersonale delle conseguenze dirette o indirette dei propri atti e delle proprie omissioni. Un'altra parola chiave essenziale è quindi "giustizia" che è anche "serietà" e CONSAPEVOLEZZA, il che non vuol certo dire semplicemente "capacità cognitive", ma molto spesso anzi sgorga da una legge morale intrinseca biologicamente ISTINTIVA.
    Per i dinosauri è vero il contrario: si direbbe che considerino le conseguenze come cause e non viceversa, che la serietà sia un'antiestetica seccatura, mentre l'esser "giovani" debba esser sinonimo - "pseudo-affettuoso" - di frivolezza, di stravaganza, di
    ma sì lasciamoli fare: sono giovani....
    Ai dinosauri più o meno pieni di sé, più o meno prepotenti, prevaricanti e/o consapevolmente omertosi sono ben accette:
    • le persone che non rispondono dei propri atti (o omissioni) ma che rispondono ai dettami del loro "Potere";
    • le persone - isolate o come massa - che per "responsabilità" alludono alla propria disponibilità all'obbedienza,
    • i furbastri alla ricerca di "dovuti modi" per ricevere lodi ed evitare biasimi...;
    • ed ancor più piacciono i sottomessi pronti a un dichiararsi "responsabili" sentito come equivalente di disobbedienti "colpevoli".
    • Ai  dinosauri  sono graditi quelli che parlano di responsabilità/colpe e di doveri/antitesi a diritti,
    • e tanto più piacciono quelli per i quali la parola diritti è da sottovalutare, o è considerata un puro equivalente di "pretese".

    Dove sono adesso...?

    A tutti questi: dinosauri, omertosi, obbedienti, docili "buonisti" ecc. qualche ondata di sentimentalismo può provocare un occasionale immediato e sùbito spento orrore (non certo una consapevole e attiva e cosciente e responsabile indignazione), nel mentre che da certe menti raffinatissime proprio i bambini vengono usati come adattissimi oggetti di trastullo (?) sessuale, od anche di abusi strutturati, perché costituiscono un ottimo materiale da esperimento, o/e una duttile creta da plasmare...
    Morning, come quickly di Wanda Karriker...:
    questo libro descrive le conseguenze di situazioni traumatizzanti deliberatamente inflitte a bambini, e - ciò che più conta - le possibilità di resilienza dell'animo umano. Wanda Karriker Ph.D., psicologa,  autrice/editore di questo libro, sta ampliando il suo sito con con indirizzi e segnalazioni di sopravvissuti resilienti e altre DEDICATE alle testimonianze dei sopravvissuti usati da bambini nei film pedo-pornografici: Child Porn SURVIVORS Speak Out

    DOVE SONO ADESSO? gli uomini e le donne che ricordano cine-prese e video-camere come strumenti del terrore, gli uomini e le donne che da bambini erano stati involontariamente "iniziati" in diabolici traffici organizzati, vittime di odiosi crimini contro l'umanità? Perché tanta attenzione contro chi guarda i films pedo-pornografici, perché tante cautele dirette a proteggere i minorenni da questa fruizione? Perché nessuno si chiede invece: DOVE SONO ADESSO i bambini presentati in questi filmati?
    Dove sono adesso? E sono sopravvissuti resilienti o pericolose personalità multiple?
    (Da notare in modo molto netto che queste personalità plurime molto organizzate esistono davvero e che i fenomeni di sdoppiamenti o di personalità plurime - F44.81 del DSM-IVR - non hanno assolutamente NULLA in comune con la schizofrenia e con le sue disorganizzate idee deliranti e allucinazioni uditive - F20.0x del DSM-IVR.
    PERSONALITA' MULTIPLE? allora che bell'argomento per filmati di fantascienza più che per la psichiatria! Ne sistono  davvero, e non soltanto in America e non soltanto per eventuali cause intrinseche: esistono non si sa quanto numerose, forse soprattutto create artificialmente tramite sistemi psicologici abusanti (sia tecnologici che scientificamente "psicologici") di annullamento della volontà e di frammentazione della memoria fino alla "costruzione" - intenzionale in vista anche di sfruttabili finalità - di alias (MPD / DID).

    Perchè agenti segreti, spie, informatori, assassini...  "costruiti" per mezzo del lavaggio del cervello funzionano meglio dei consapevoli, stipendiati agenti segreti / spie?
    Children in pornography is a common theme in survivors' accounts of incest, cult and ritual trauma, clergy abuse -- about any kind of sexual abuse one can imagine. Much attention has been given to catching viewers and suppliers of CP and to keeping children from viewing pornography on the Web. But no one in the mainstream media, now saturated with accounts of cyberporn arrests, convictions, and abductions, is asking an important question about the survivors of CP:
    WHERE ARE THEY NOW?
    Men and women who remember cameras as tools of terror are, as are all souls who have been unwitting initiates into organized evil, victims of heinous crimes against humanity. No one can change what happened to them, but there are probably many who would want the world to know that they were tortured and forced to 'star' in CP as children and that they survived.

    Fin dal 2002 Zapping solidale: Infanzia rubata, infanzia violata è il tema della nuova campagna del programma radiofonico di Radio 1Rai Zapping realizzata in collaborazione con Unicef Italia. Con l'appello dei Tre no, Zapping e Unicef si soffermano, in particolare, sugli aspetti estremi della condizione dei minori in Italia e nel mondo: le mutilazioni genitali (sono circa 40mila le donne che hanno già subito mutilazioni sessuali nel nostro Paese); il turismo sessuale e i bambini soldato (un fenomeno che interessa 35 Paesi). Alla campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica hanno già aderito Amnesty International e numerosi direttori di agenzie di stampa, quotidiani e settimanali.
    Televideo: 6 gennaio 2004: Intervento al meeting dell’Organizzazione mondiale del turismo a Berlino
     Vaticano, turismo sessuale in mano a pedofili e crimine organizzato
    La simbiosi tra pedofilia e crimine organizzato ha assunto il controllo di questo mercato sfruttando le famiglie e l'innocenza dei bambini.  La Santa Sede interviene ancora sul tema dell'infanzia violata; lo fa attraverso monsignor Piero Monni, rappresentante vaticano al meeting dell'Organizzazione mondiale del turismo in corso a Berlino. L'intervento vuole rimarcare lo stretto legame tra pedofili, mercato mondiale del sesso e criminalità.
    Il turismo sessuale è il tema dell'incontro dell'agenzia internazionale, un tema caro al Papa che più di una volta lo ha denunciato e fermamente condannato.
    Nel nostro vulnerabile pianeta ogni anno un milione di bambini sono sfruttati con finalità sessuali e pornografiche, barattati o venduti come schiavi per rispondere alla domanda crescente di instancabili predatori di innocenti sono state le parole dell'inviato di Giovanni Paolo II agli addetti al turismo.
     I dati sulla diffusione di questo fenomento sono in costante aumento, le previsioni sono sempre più sconcertanti, gli episodi di violenza sempre più agghiaccianti, ha concluso monsignor Monni.

    Piazza SS. Annunziata 12 50122 Firenze  Tel: 055 20371 Fax: 055 241663 info@istitutodeglinnocenti.it

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    Innocence in Danger

    Una pregnante testimonianza italiana:

    Associazioni libere dall'analisi di un sogno del 27 agosto 2005 - qui non trascritto, ma presente in dossier cartaceo.
    I Cervelli e Io
    ....
    -  Le chiedo cos’ha contro di me, dato che non ci conosciamo e lei facendo una smorfia mi risponde così:
    - Il tuo appartamento è in un caos indicibile, come fai a tenerlo così? E poi mi dai l’impressione di essere una persona falsa…”
    .....
    Ho sempre pensato che tutto ciò che mi è accaduto fosse colpa mia. Non ero mai abbastanza, sempre troppo poco, inadeguata in ogni situazione e in ogni momento. Poco intelligente, poco simpatica, poco carina e riuscivo ad arrivare sempre in ritardo su tutto… ma alla Base (*) e altrove, riuscivo ad essere efficace, avendo la sensazione e a volte la certezza, di esistere, perchè qualcuno si era accorto di me ed io mi sentivo a casa, un alloggio disordinato, caotico, pieno di sangue, di fiori, di aria grigia e  pesante dove ogni tanto un raggio di sole arrivava e c’era un letto con una bella coperta colorata e vicino un piccolo comodino ed il bagno in camera. Avevo tanti libri, alcuni di studio, altri di lettura, perchè il cervello andava tenuto in costante allenamento. Giochi di guerra su un tavolo per allenare il cervello ad organizzare e ad agire quasi simultaneamente. Era strepitoso come mi riuscivano facili e allora pensavo che non dovevo essere così stupida e inutile come immaginavo; ma allora perchè alla fine nessuno mi amava, anche qui  dove faccio molto bene ciò che mi chiedono, mi accorgo che l’affetto non c’è ed ho la spiacevole sensazione di confondere le cose, di vedere e non capire, di non sapere nulla in realtà, se non quello di ‘’sembrare’’ di sapere e non è la stessa cosa!
    - Perché non vieni a prendermi papà?
    - Perché non ti accorgi che non sto bene? Portami via, ti prego.
    La mia cella, il mio alloggio è tutto quello che ho, oltre a tanti scheletri nell’armadio…
     - Abbiamo grandi progetti per te,ma devi fidarti di noi che siamo diventati la tua famiglia. Ti educheremo, ti alleneremo, ti alimenteremo, diventerai ciò che vuoi e noi saremo sempre con te.
    A volte mi rannicchiavo sul letto e dondolandomi pensavo che tutto prima o poi ha una fine, basta avere pazienza e saper aspettare, pensavo anche che tutto sommato mi piaceva stare da sola… oppure mi hanno detto che la solitudine dà forza..? Parlavo con il comodino e gli raccontavo i fatti miei e lui a volte mi rispondeva, sorridendo, che andava tutto bene.
    Ma chi pensava cosa? Era il mio cervello o erano tanti cervelli che si parlavano fra di loro interferendo uno con l’altro?
    Io  dove sono???
    Che confusione…. qualcuno vuole parlare con me, ma non sono in casa, o meglio, ci sono, chissà in quale stanza e allora subentra qualcun altro ed io lo sento che la mia testa è abitata da tanti  cervelli, ma che stando in una piccola stanza si danno noia a vicenda. Mi chiedono di fare qualcosa, io non voglio, così lo chiedono a qualcuno d’altro e l’altro credo che lo faccia perchè mi sveglio altrove senza memoria. Succede spesso, mi sveglio per un attimo, vedo del sangue, poi scompaio. Allora io non sono brava, sono quegli altri ad esserlo e usano il mio corpo per spostarsi, per prendere, per fare, sono forse degli spiriti?
    Forse ho qualche potere magico… Però questi spiriti sono tutti cattivi mi pare, e poi perchè non si presentano? Loro sanno chi sono io, mi abitano! Certo che nei loro confronti sono in netto svantaggio. Dormo male, mi correggo, "Noi" dormiamo male e digeriamo male. Vorrei mangiare il fritto misto di pesce, "Io", ma a qualche ospite il piatto che ho scelto non piace, così mi ritrovo davanti al menù sapendo che non mangerò quello che desidero, ma quello che penso di desiderare o quello che gli abitanti del mio cervello vogliono. Così alla fine, ogni volta che mi trovo a dover decidere, dalla cosa più stupida a quella più importante, vado in confusione, sento che nella mia testa c’è agitazione, tutti vogliono fare a modo loro, ma c’è un solo corpo e stanca  aspetto, senza fare proprio nulla. Gli inquilini sono impazienti, bisogna decidere, bisogna agire ed io sento il cuore pulsare sempre più velocemente, l’angoscia mi assale, diventi frenetica pur stando ferma, poi tutto tace, i cervelli si placano, hanno capito finalmente che quando decido di non dargli retta non possono fare altro che aspettare con me. Mi snervano, parlano tra di loro, confabulano e cercano di tenermi allo scuro delle loro faccende, vorrei sfrattarli, ma a quanto pare l’operazione è più difficile di quanto sembri. Qualche volta mi sembra di individuare la personalità di uno degli inquilini, è un attimo, appena sente che lo sento si ritira, come una lucertola nella fessura quando la spaventi. Uscite allo scoperto vigliacchi di cervelli bacati!!!
    Penso di avere iniziato ad ospitare altri cervelli nel mio all’età di tre anni.
    (*) "Base": Base militare di addestramento.
    Continuazione: sogno e commenti del 22 novembre 2005:
    Sono investita da una pioggia di animaletti, sembrano piccoli scorpioni o gamberetti, il loro colore è bianco e sono“croccanti” e duri allo stesso tempo. Accanto a me ci sono altre persone, ma la pioggia bianca animata investe solo me.
    L’altra scena si svolge in un vivaio dove non entro nella stanza per evitare di essere aggredita dalle cavallette, ma una riesce a penetrare nei miei capelli e si infila dietro la nuca ronzando fastidiosamente, cerco di scacciarla, ma della cavalletta sento solo il ronzio, come se mi fosse entrata nella carne e dall’interno lavorasse provocando un rumore,un continuo zzzzzzzzzzz… Credo di chiamarmi Mike, sono un pilota di caccia. Compaio all’improvviso quando la situazione si fa critica e cerco di prendere in mano la situazione,ne ho le capacità. Ho sangue freddo quanto basta, inseguo il nemico sino a che non scompare definitivamente e irrimediabilmente dal monitor e dal radar. Game Over anche nella realtà. Sono determinato, cocciuto e molto sicuro delle mie forze, ho “ottime capacità logiche”, a quanto si dice è nel mio DNA. Sono cattivo, non è un difetto, in guerra aiuta a concentrarsi meglio, si rende di più e sicuramente mi dà la possibilità di tornare dalla missione intero! Quando piloto sono molto gasato, ma nello stesso tempo calmo e freddo come un Killer. Probabilmente mi piace perchè è una cosa che mi riesce bene.
    Mi spiego come mai in questo periodo mi sentivo più uomo che donna!
    Ma sono tutti cattivi i miei cervelli! Mi spiego la “rigidità” che prende il posto delle emozioni, l’indifferenza che ho verso gli altri e l’incapacità di manifestare ciò che provo in azione, es: affetto-abbraccio, disagio-inquietudine, paura-pallore, tristezza-pianto, invece mi capita così: affetto-rigidità, disagio-rigidità, paura-rigidità, tristezza-rigidità. Sia il corpo che la mente smettono di comunicare e subentra l’automa che, tramutata in una antenna umana, aspetta l’ordine di agire, ma se l’ordine non arriva l’automa rimane in stato di all’erta (la prima fase è la rigidità) e poi cambia, subentra uno dei cervelli che “copre”, “maschera” l’automa (come la pioggia di animaletti) proiettando negli altri un'immagine fasulla, ma non estranea. La capacità dei cervelli-automi è quella di “salvarsi la faccia” ogni qual volta la situazione lo richieda, non bisogna essere necessariamente delle spie, ma dei bravissimi illusionisti sì! Fumo negli occhi!
    Ieri verso l'ora di pranzo ho avuto una crisi, una furia cieca, scaturita da non so cosa, mi ha fatto diventare una iena. Rabbia, desolazione, impotenza, trappola, emarginazione (obbligata e voluta).
    Ignoranza, repressione, balocco per i più grandi. Ho pianto, pianto e pianto, poi, di colpo, una calma fredda e un certo torpore ha fatto capolino e poco per volta mi sono calmata. Stamattina invece, ho pensato di andare a fare benzina senza la macchina e di chiedere al benzinaio"il pieno". Qualche secondo dopo ho avuto come dei flash, mi spiego: sono io, non sono io, sono io, non sono io, ecc, ecc.
    La "non sono io" cambiava completamente i connotati ed il carattere, mentre "sono io" ero io, ma parecchio offuscata!? Mi domando, lecitamente, cosa mi sta succedendo?!!! Davanti allo specchio ho avuto paura, l'immagine che rifletteva era"diversa" dall'immagine reale. Non mi riconosco, è come se tra la bambina di tre anni (in cui mi riconosco bene) e la persona che sono ora sia successo qualcosa che le ha scisse, poi scisse e poi ancora scisse.
    Ora, per riuscire a mettere insieme i multipli dovrei inglobarli in un'unica persona, solo che manca il soggetto, il fulcro, manco io. Dove sono?
    Se la rabbia fosse scaturita da me? Mi spiego: Insieme ai multipli, da qualche parte ci sono anch'io ed IO sono diventata parte di quei multipli (ovviamente), così mi capita a volte (purtroppo) di emergere come un urlo disperato dal profondo abisso cercando  di aggrapparmi a qualcosa di solido e stabile per non essere inghiottita di nuovo dal buio più nero. Non sempre riesco a trovare un buon appiglio, qualcosa che mi dia la spinta a stare in superficie. Mi domando spesso cosa sarei ora e cosa farei adesso se le mie inclinazioni avessero seguito naturalmente il loro corso? Di questo sono molto dispiaciuta. E' difficile per me, in questo momento e periodo, non provare una punta di invidia per chi ha potuto, ed è riuscito ad essere se e fare ciò che più gli riesce meglio, dalla pittura, alla fotografia, ad un impiego qualsiasi. Essere una persona nel mondo e non "qualcosa" che c'è in modo astratto, come sono io, chiusa nella mia stessa testa e sentirmi in trappola e assente allo stesso tempo - è frustrante. Sono prigioniera dei miei multipli, dei miei cervelli. Devo ricomporre il mio puzzle. Avrei bisogno di un "pieno" di coccole, un"pieno" di auto stima, un"pieno" di energia e di vita e di un bombolone alla crema (questo è il più facile di tutti da ottenere), accompagnato da un buon cappuccino chiaro e bollente (anche d'estate).
    Descrizioni successive, sempre più efficacemente "crude", non sono adatte a venir riportate in questa sede: chi volesse leggerle può trovarle in un altro sito nei files Testimonianze e dubbi e Segnalazione di allarme: internazionali , ma questo finale mi sembra necessario per far meglio capire la verità effettiva di situazioni che vengono per lo più negate e derise con costante pervicacia malevola.
    Partendo sempre da sogni, non perché "irreali" ma proprio al contrario - come viene detto alla fine - per evitare gli intralci dati dalle emozioni coscienti:

    ... Ci salutiamo, il cugino si dirige verso la porta d’entrata  [del bus]ma, ritorna in dietro ed ha un’espressione triste in volto. Quando è a pochi centimetri da me apre la mano e mi consegna un medaglione d’argento ed il gesto è seguito da questa frase: “Ciao Monkey, perchè questo è il tuo nome vero!?”. Guardo l’oggetto della verità ed effettivamente su una delle facce c’è scritto quel nome, un nome che riconosco appartenere a me e che  contemporaneamente fa apparire il mio nome anagrafico “falso”. Note: Rovescio della medaglia.
      • Incapacità di distinguere il vero dal falso.
      • Segreti (cose da non dire ) .
      • Monkey (scimmia ), è stata la prima persona che hanno fatto entrare nel mio cervello. Dovrebbe essere una sorta di tutto fare, oppure la “chiave” per poter accedere ai miei multipli, un  “pass”.
      • La parola d’ordine. Mi è venuto in mente un disegno (oppure era una foto ?!) rappresentante appunto tre scimmiotte ed il messaggio era: Non vedo, non sento, non parlo.” La scimmia che non vede ha le mani sugli occhi, ecc. ecc.
    Volevo infine aggiungere che quando scrivo dei miei multipli non lo faccio con superficialità, ma semplicemente come un dato di fatto, un qualcosa che purtroppo, per ora, fanno parte di me. Prendendone atto vado avanti cercando di arrivare il più vicino possibile al bandolo della matassa … e non è semplice. In questo preciso momento ho una immagine nella testa, una bella cipolla bianca, ma devo dire che anche un carciofo può servire come esempio. Ho imparato che se non puoi sfuggire ai tuoi “guai “, ti conviene affrontarli, con calma, senza rabbia e rancore. A volte la rabbia ed il rancore sono solo di intralcio e frenano i ricordi.

    Commenti successivi - 13/06 /2006:
    Oggi sono in fase “ addormentata “ , il complesso di  inferiorità è particolarmente sentito e pensare di essere stata addestrata ad essere un
    “giocattolo sessuale“ non aiuta certo a diminuirlo , semmai il contrario . Rabbia?  Direi di no , frustrazione e sbandamento si.
    ...  I contrari. Una vita fatta di “normalità“, contro una vita “fuori dalla norma“, una sotto vita o una vita sopra le righe. Bambini che non fanno i bambini , bambini trasformati in “animaletti“ da combattimento oppure in cavie da laboratorio. Bambini svuotati della loro personalità e riempiti di altri pensieri, di altre storie, di altri cervelli . Sono pensieri di guerra e storie di morte ed ai pensieri seguono le azioni e nascono le storie, “storie“ che non si possono narrare per paura di non essere creduti, di passare per bugiardi. Gli adulti sanno essere molto spietati, ma  se diamo ad un bambino solo e disperato una ragione di vita e lo convinciamo che “si può fare“ … "tutto si può ,basta volerlo“ … Lo carichiamo di odio e di grande fiducia in se stesso, basta dirglielo con un tono gentile e accomodante, mentre lo picchiamo selvaggiamente utilizzando mani e piedi … La fiducia in se stesso verrà dal fatto di essere sopravvissuto e che niente e nessuno potrà mai ferirlo, ucciderlo … E’ chiaro che il bambino si è trasformato in qualcosa d’altro, ed è quel qualcos’altro che deve farci riflettere e preoccupare
    .

    Perchè agenti segreti, spie, informatori, assassini... "costruiti" per mezzo del lavaggio del cervello funzionano meglio dei consapevoli, stipendiati agenti segreti / spie?

    E in data 10 settembre 2006 ecco la rivelazione dell'origine di tipici, improvvisi, sgradevoli comportamenti: così si manifesta la raggiunta attivazione dell'addestramento a cui era stata sottoposta.
    Pare ci sia un'altro cervello che era ben nascosto e per chi sa quale fortuita circostanza è emerso come un'isoletta. A differenza degli altri, questo non vuole saperne di ritornare "ombra", ha preso il sopravvento ed il mio corpo sembra incapace di rigettarlo, pur sentendolo parte estranea. Mi fa stare molto male. Una rabbia cieca che parte dalla pancia mi investe e a stento riesco a controllarla, dopo solo stanchezza e nebbia. Capita spesso che mi incanti, come fossi in trance e in quell'attimo io sparisco e così anche i suoni e tutto ciò che mi circonda, al ritorno ho come l'impressione che il tempo si sia, per un lasso di tempo breve, fermato. In quel lasso di tempo dove vado a finire? Il cervello-isola è il caos, istinto puro, pura cattiveria, dotato (se così si può dire) di fascino e intelligenza matematica. Lui esiste per i fatti suoi, pare che non abbia bisogno di nessuno, sa esattamente cosa deve fare e perchè! E' un buon organizzatore , solitario è capace di portare a termine il compito che gli è stato assegnato con ferocia e determinazione. Le  "missioni" o "incarichi", li prende molto sul serio, lavorando di intuito, fa si che il bersaglio venga eliminato ... Pare che io non abbia una serpe in seno ... è più su !!! Speriamo di riuscire a tenerlo a bada. Per ora è tutto.
    Da considerare come riferimenti:
     per le uova di scimmia vedi sopra:
    Monkey (scimmia ), è stata la prima persona che hanno fatto entrare nel mio cervello;
     per le "puzzole" potrebbe essere signifcativo il fatto che chi scrive fa collezione di coleotteri, ed è terrorizzata dal sentirsi "inseguita" da "vespe".
    Nel mio sogno compaiono tanti animali, direi animaletti. Sono sul balcone verandato ed ho in mano una piccola busta bianca di plastica che riempio delicatamente di piccoli di scimmia...
    I cuccioli sono davvero microscopici e li depongo uno sull' altro sino a formare due strati , facendo attenzione che ogni piccolo possa respirare. Operazione ripetuta almeno una volta .
    Poi in un' altro sacchetto con le stesse caratteristiche di quello precedente e con le stesse modalità l' ho riempito di "uova di scimmia". Mi sono domandata:
    - chissà che fine faranno?
    - le useranno per gli esperimenti ...   ( ? )
    In casa ho trovato una piccola puzzola, talmente piccola da non esistere in natura, tutta nera e con la caretteristica stria bianca sulla schiena, era in compagnia di un' altro animaletto identico alla puzzola, ma senza la stria. Erano lucide e nere, alchè mi è venuto in mente un vecchio sogno riguardante una pentola sul fuoco piena di latte con una enorme vespa nera e lucida che veniva fuori ed era pulita.
    I due animaletti li ho depositati in una grande gabbia per criceti ed oltre a loro c'erano piccolissimi cuccioli di cane, piccoli topini, piccoli di scimmia. Ora che ci penso, erano così piccoli da poter essere dei feti di pochi giorni, credo.
    Sul terrazzo della casa ho trovato due cani labrador, finiti anche loro sul balcone verandato.
    Però i due cani tendevano a scappare e ad andare sul terrazzo per mettersi uno di fronte all'altro e guardarsi. Forse non avevano bisogno di essere tratti in salvo?!
    Ma i cuccioli li stavo davvero salvando?
    ....
    Pensieri sparsi:
    ho sognato [il gatto] Pino , credo che sia morto. In vita l'ho trattato malissimo, eppure in sogno era contento di vedermi (la forza dei sensi di colpa !).
    Alla base molte volte ero in disaccordo con quello che facevo e quello che dicevano le persone a cui la mia vita dipendeva. Sapevo che seppur in disaccordo a loro non interessava certo il mio punto di vista e dal canto mio facevo di tutto per non soccombere. Era un tira e molla continuo, coscienza contro sopravvivenza. Colpire per non perire.
    Forse il fatto di non avere stretto amicizia con gli altri bambini mi  ha protetta dalla responsabilità pesante che venissero fatti fuiri a causa mia. Vigliaccheria? Può darsi. Non ricordo di averci neppure provato a stringere dei rapporti con loro, tanto a che sarebbe servito? Nessuno sapeva che cosa ne sarebbe stato di noi, per quanto mi riguarda eravamo dei morti viventi.
    Eppure sentivo quei bambini vicinissimo a me e quando mi rendevo conto che qualcuno di loro mancava all' appello e che non lo avrei più rivisto, la disperazione più nera e l' ansia incombevano su di me per poi ricadermi addosso come un grosso masso. In fondo a pensarci bene non c'era bisogno di essere amici, bastava uno sguardo e capivamo chi sarebbe passato e chi no ... Eravamo tutti nella stessa situazione di pericolo.
    Pensavo alle interrogazioni scolastiche: studiavo , eppure quando mi trovavo alla cattedra mi assaliva un'ansia tale che dimenticavo tutto e non riuscivo ad emettere nessun suono. Il terrore puro. Quando poi l'argomento riguardava la tecnologia (computer), il cuore iniziava a battere all'impazzata e avevo delle vampate di caldo tali da respirare a fatica.
    Tutte cose che provavo all'interno, mentre esternamente parevo tranquilla.
    Avevo paura di imparare. Imparare per me equivaleva a togliere la vita, ad uccidere. La matematica , la fisica e la chimica avrebbero potuto "insegnarmi" in maniera subdola, attraverso segni o simboli che sarei riuscita a codificare solo io, ad eliminare senza lasciare traccia o indizi ... Pazzia? Disperazione.
    Vedevo gli altri andare avanti, mentre io non riuscivo a spiegarmi i continui blocchi mentali e fisici e restavo indietro.
    Tutto mi era estraneo e tremendamente spaventoso. IO ero altro da ME. 
    Sogno e considerazioni del 28 ottobre 2007:
    Una bimba appoggia la testa sul mio seno, una, due, tre volte e poi improvvisamente si stacca e guardandomi dritta negli occhi con aria di chi sa quello che sta facendo, mi dice: "comunque non mi piaceva il tuo accarezzarmi la testa ...".
    Già, io ero in piedi e la abbracciavo e nel mentre le accarezzavo la piccola testa.
    Ci sono rimasta male non tanto per ciò che mi aveva detto, ma per lo sguardo furbo e cattivo rivoltomi ... infido, mi stava studiando e pareva avesse capito chi si trovava davanti. ...
    La bimba sicuramente ero io, forse una personalità. Aveva uno sguardo che metteva a disagio e scrutava, scrutava ...
    Ricostruire, ricostruire, cercare di ricordare. Mi sono chiesta più volte come mi vivono le persone che mi conoscono e quelle che mi hanno conosciuta. .. Sono stanca e scoraggiata, ogni volta che vedo delle possibilità, qualcosa o qualcuno mi mette i bastoni tra le ruote e mi sembra di ritornare indietro e devo fare un enorme sforzo per rimotivarmi.
    Dal collegio in poi mi sono stati RUBATI i miei no, i miei NON HO VOGLIA, i miei PENSIERI PRIVATI, i miei affetti e le mie QUALITA' che hanno trasformato in armi non convenzionali e mortali. Sono stata rivoltata come un calzino e TRASFORMATA in animale da combattimento. Da BAMBINA sono stata "cambiata" in un essere a me del tutto sconosciuto. Un corpo solo con 100 teste ed ognuna di esse ha volontà, pensieri e atti propri e tra di loro NON SI CONOSCONO !!!  Avete idea della confusione che crea tutto ciò?!!
    IO DOVE SONO? ESISTO ANCORA O SONO STATA DEL TUTTO CANCELLATA? IO NON SONO UN DEMONE, NON NASCO DEMONE. Sono stanca, molto stanca.
    La verità per me è un fatto di PANCIA! In fondo è da lì che la mia ribellione è partita e forse la bambina del sogno E' LA VERITA' IN PERSONA che si accorge che la mia "dolcezza" è fasulla, mi fa sapere che lei sa, mi critica, mi dice esplicitamente di smetterla di essere mite, docile e lo sguardo che usa è sincero ed è il mio quando SENTO che L'altro subentra ed assume il controllo del mio essere INTERO (corpo e mente). Sono io la fasulla e non la bambina, perchè io sono il risultato di continue manipolazioni. La bambina è rimasta tale, come lo è la verità ed i fatti, bisogna assolutamente liberarla dalle sovra strutture in cui è stata imprigionata e che a distanza di tempo sono diventate macerie. Spero di riuscire a ritrovarmi. Lo spero sinceramente.

    Eppure all'esterno non trapelava che ben poco. Eppure almeno alcuni di questi bambini per determinati periodi conducevano anche una vita in apparenza "come gli altri". Ma non veramente "come gli altri", poiché NULLA doveva trapelare di quanto nella loro altra "vita" accadeva: e così - ancor ora nel ricordo - per un altro "sopravvissuto"  veri terribili incubi non erano le interrogazioni "tecnologiche", ma i "temi liberi" ed ancor più le interrogazioni di Storia.
    E non si tratta di situazioni geograficamente delimitata: queste "situazioni" italiane rispecchiano pari-pari quanto scritto nei classici testi Americani (Lauren Stratford, Carol Rutz, Kathleen Sullivan ecc.) e in quelli Belgi: vedi Régina Louf Silence on tue des enfants. Voyage jusqu'au bout du réseau  Editions Mols, 1998 - e in traduzione italiana Libro-Regina-Louf.pdf
    (E' molto importante la lettura del documento: Communiqué de l’avocate de Mme Regina Louf (6 mars 2004)

    I Gattopardi dove tutto cambia perchè niente cambi storicamente li ho visti direttamente all'opera in modo plateale, veramente VISTOSO nel '48 come ho già detto; nel '68 già durante, già nella "colonizzazione" dei vari gruppi e collettivi da parte di striscianti "fondamentalisti" e/o infiltrati; peggio che mai ho visto nella seconda parte degli anni '70 arrivare come una mazzata in ogni campo il ritorno indietro verso "secoli bui"; e, nel campo della scienza e della Medicina, ho seguito l'enorme ascesa e sviluppo fino a circa il '75 e poi con grandissimo dispiacere il crollo nel pressapochismo, nel vuoto cicaleccio sulle minuzie, nel tecnicismo becero e in una miriade di quelle teorizzazioni che Claude Bernard chiamava impietosamente "cisti" e "superstizioni".
    Ma il'68 c'è stato e i risultati della repressione successiva li vediamo oggi, e non credo che ci sia più spazio a breve per niente di simile. Ho più l a sensazione del  fuggi, fuggi (per chi si era reso conto del pericolo) degli anni'30, che non la sensazione della possibilità di cambiare le cose, che nel viso dell'attore che interpreta lo studente sembrava trasparire.
    "Fear" believes to keep safe on building barricades: and then narrows spaces, knowledge, relationship and understanding... and widens on return new fearfulness and dependency. 

    "Paura" crede di raggiungere la salvezza costruendo barricate: e così restringe spazi, conoscenza, rapporti e consapevolezza... e continua ad ampliare invece sempre rinnovati motivi di trepidazione e di bisogno di dipendenza.

    copyright Pucci Violi

    Il sonno della ragione produce mostri?
    Allora non ci si deve stancare di rimanere VIGILANTI, VIGILANTI, VIGILANTI.
    Mai ci si deve accontentare delle affermazioni altrui e neanche delle proprie - non documentate - sensazioni. DUBBI e ATTENZIONE A LARGO RAGGIO devono essere sempre le principali GUIDE.
    l'animalità lungimirante della lince espressa nello sguardo - attento, perplesso,preoccupato -

    NOTA

    (L'attuale file/capitolo consiste in un rifacimento di una "lettera aperta"i cui paragrafi sottostanti ne sono l'inizio motivante ed esplicativo.
    Tempo di mutamenti Levi-Montalcini Rita
    Dati: 2002, 151 p. Baldini Castoldi Dalai (collana I saggi)
    In sintesi
    Il libro è una riflessione sull'uomo e sulle sue capacità psico-fisiche non sfruttate per ignoranza e, ad esempio, per adeguamento a modelli superati di educazione. Il premio Nobel parte dall'infanzia e studia ogni età evolutiva, dall'adolescenza alla maturità alla vecchiaia, vagliando le possibili soluzioni per una vita migliore. Il cervello non invecchia ma si guasta, dice la scienziata, e offre il suo insegnamento a non farlo guastare.
    La recensione di IBS
    Il titolo del libro esprime con chiarezza il punto di vista dell’autrice, premio Nobel per la medicina, su come sia possibile affrontare due problemi, che si intersecano tra loro e che sente molto vivi e attuali: la minaccia della sopravvivenza del genere umano e di ogni altra forma vivente sulla terra e il miglioramento della qualità della vita “a prescindere dal genere, dallo stato sociale o dal gruppo etnico al quale ogni individuo appartiene”. Rifuggendo da visioni catastrofiste o ingiustificatamente ottimiste, la Montalcini pensa che sia “tempo di mutamenti” e cioè che sia giunto, e sia impellente, il momento di invertire la rotta verso il suicidio del genere umano e degli altri esseri viventi e di correre subito ai ripari. Ma in che modo si può fermare la corsa dell’umanità verso il suo autoannientamento? L’autrice individua mezzi e strategie atti ad arginare le molteplici minacce. Da una parte infatti fa appello alle capacità raziocinanti dell’Homo sapiens, sempre più offuscate dal suo comportamento emotivo – è d’obbligo “una totale revisione del modo di pensare e di agire, su basi non emotive ma raziocinanti” -, dall’altra individua in due grandi categorie della razza umana, quella dei giovani di entrambi i sessi e quella del genere femminile, il mezzo attraverso il quale sia possibile l’attuazione di una rivoluzione nel modo di pensare degli individui: “per la componente femminile del genere umano è venuto il «tempo » di assumere un ruolo determinante, negatole per millenni, nella gestione del pianeta Terra.” Attraverso tredici capitoli, toccando i temi dei sistemi educativi e didattici dall’infanzia all’adolescenza e poi quello dell’emancipazione femminile, della tecnologia, della globalizzazione, della guerra e del terrorismo, l’autrice ci regala un libro che ci coinvolge tutti in un ripensamento sulle possibilità che ancora abbiamo per la sopravvivenza della specie umana.
    Già da tempo avevo notato negli scaffali delle librerie un volumetto della Baldini & Castoldi dal titolo Tempo di Mutamenti - quasi uguale a quello di un mio libro ben precedente e ben più corposo INFANZIA: TEMPO DI MUTAMENTI. E così pure avevo notato che i motori di ricerca di Internet dopo - parecchi links dopo - la segnalazione del mio sito BAMBINI DI IERI=ADULTI DI OGGI. ADULTI DI OGGI ->ADULTI DI DOMANI inviavano anche a questo Tempo di Mutamenti. Dapprima personalmente non vi avrei dato quasi alcuna importanza, ma poco per volta una serie di segnalazioni e di equivoci mi costrinsero ad occuparmene: molte persone mi chiedevano conto della trasformazione del mio libro, mi chiedevano se ne era una nuova edizione…, come mai era "rimpicciolito" e costava solo un po’ meno… ecc. ecc.
    Ma per conto mio questi banali equivoci sarebbero però passati ancora sotto silenzio: infatti se questoTempo di mutamenti NON avesse soltanto un’analogia nel titolo, avrei accettato di buon grado quanto la Casa Editrice Baldini & Castoldi (interpellata fin dall’inizio di gennaio) mi aveva risposto - sia pure con alcuni mesi di ritardo - e cioè che giuridicamente questa semplice analogia non costituisce "plagio".
    Comunque sia, sollecitata a sfogliare questo Tempo di mutamenti, mi aspettavo di trovarvi almeno citazioni o segnalazioni o critiche o altro di questi miei - similari - lavori: segnalazioni invece del tutto assenti. Al contrario purtroppo non solo vi ho trovato ampia possibilità di indiretti malintesi, ma sono stata obbligata a notarne ben più gravi incongruità di contenuti, il che significa anche di posizioni soxio-esistenziali sia per quanto riguarda il mio libro sia per quanto riguarda il mio - anzi i miei - siti Web.
    Vi ho trovato cioé una trattazione degli STESSI temi, compreso quello del secondo libro e soprattutto del secondo sito Web, presentati però da un punto di vista concettuale ed operativo completamente differente. Se almeno fosse stato completamente differente od in fondo sinceramente antitetico questo avrebbe ingenerato meno ambiguità e
    non avrei assolutamente avuto alcunché da obbiettare; ma purtroppo ho dovuto amaramente constatare, che pur partendo da un'ingannevole  base in apparenza corrispondente, il libro risulta impostato su mentalità, e indirizza verso prospettive del tutto OPPOSTE.
    E’ a questo punto che mi sono sentita veramente in DOVERE di difendere, non la mia opera in quanto materialmente tale, bensì CONTENUTI e conoscenze su cui ho lavorato a lungo, e dei quali conosco bene portata e gravità.
    Come accettare che un titolo di libro e di sito Web - Tempo di mutamenti - possa trarre in inganno i potenziali lettori del libro e/o navigatori del presente sito, inducendoli a confonderne i CONCETTI con quelli del mio/miei libri, con quelli del mio/miei siti?

    Aggiornamenti e segnalazioni:

    Questo sito e i libri che ne derivano NON sono di INFORMAZIONE, ma si costituiscono come una specie di ENCICLOPEDIE TEMATICHE, in cui vengono presentati e discussi vari argomenti da leggersi e soprattutto da CONSULTARE di volta in volta.
    A seguito di difficoltà lamentate e relative richieste, l'architettura stessa del sito è stata modificata in funzione di un più agevole orientamento: sdoppiato, il file di prefazione e illustrazione degli indici prende ora un nuovo nome - Prefazione,introduzione e indici illustrati - che riinvia a un differente URL mentre diventa iniziale e fondamentale un file semplificato dove a prima vista compaioni i links indirizzanti sui capitoli interni.
    Dopo la pubblicazione del libro aggiornamenti sono già iniziati e molti altri ne verrano fatti segnalati di volta in volta nel nuovo file Aggiornamenti e novità / Novelties on the site: anche se si consiglia di considerare ancora con attenzione le più importanti passate modifiche.
    Il sito viene di continuo revisionato: per cui occorre di tempo in tempo ridargli un’occhiata ed eventualmente proporre considerazioni, critiche o informazioni che saranno molto gradite
    I file in italiano Le faccende domestiche,Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro si differenziano dai corrispettivi in inglese - Childhood: times of mutability, Consciousness and memory e Domestic chores.Ergonomics and psychology of a REAL work - per dati bibliografici, citazioni e testimonianze così come Quando la cartella clinica è terapeutica... ha un corrispettivo in inglese Anamnesis? A way for healing non rispecchiante una semplice traduzione ma differenze di impostazione dovute alle diverse fonti culturali. Il file sistematicamnte polemico Opinioni, fatti, accuse è stato molto ampliato e reso più amaro, ed ora è sdoppiato nel suo corrispettivo in inglese Opinion, fact. complaint.
    Altri file/capitoli - come il presente - non hanno un corrispettivo in inglese; così per il file "esterno ospitato" Una vita che non si individua è una vita sprecata, mentre italiano e inglese sono parzialmente mescolati in ... basta un poco di zucchero e la pillola va giù. Comunque è da segnalare all'attenzione e considerarlo parallelo a questo il file/capitolo in inglese Totem and Taboo revisited: awful and fertile rise of new superstitions presente anche con lo stesso titolo in un altro sito e già pubblicato in un altro libro (cap. 26) It's Abuse NOT Science fiction / Gli Abusi mentali, fisici e tecnologici NON sono Fantascienza, a sua volta anche da correlarsi anche con un altro file solo in italiano Cosa ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della libertà

    file significativi in italiano
    a partire da: 
    Bambini di IERI = adulti di oggi. Adulti di oggi - adulti di DOMANI
    ESPERIMENTI SU BAMBINE/I
    Cosa ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della libertà
    Consapevolezza e memoria
    Un brutto sogno: una bambina e un'incubatrice. Esperienza dalla nascita
    Come il babbo non ce n'è...
    Le Faccende Domestiche: Ergonomia e Psicologia di un VERO Lavoro
    Infanzia: Tempo di Mutamenti
    Dalla famiglia preistorica alla famiglia utopistica
    Delgado & Skinner
    La Legge Regionale contro l'Elettrochoc
    Infanzia: eziologia e trattamento
    Basta un poco di zucchero e la pillola va giù....
    Tutela e sostegno della maternita' e della paternita'
    Convenzione ONU sui diritti delle bambine e dei bambini
    Quando la cartella clinica è terapeutica...
    Opinioni, fatti, accuse

    Una denuncia pesante e gentili testimonianze:
    L'importanza dei ricordi, delle emozioni e delle idee sul futuro

    File in PDF
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    Raggruppati per singoli argomenti, aggiornati e completati, i capitoli ormai superati del libroBambini di IERI= Adulti di oggi. Adulti di oggi -> Adulti di DOMANI sono presenti in volumi separati in cui il file Considerazioni e conclusioni / To complete and to outline come ultimo capitolo offre una sintesi organica e riassuntiva di tutti i problemi in discussione. Tutti i nuovi volumi possono esser soa acquistati come veri "libri", sia dai pdf  SCARICATI e stampati a proprie spese dall'utente, ma a due condizioni:
    1) Il libro, qualsiasi sia il supporto, dovrà essere assolutamente integro e completo sia nel testo che nella grafica; ogni modifica, soppressione, aggiunta di qualsiasi tipo faranno decadere il permesso di duplicazione e faranno automaticamente ricadere nei reati previsti a tutela del diritto di autore.
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    Raggruppati per singoli argomenti, aggiornati e completati, i capitoli ormai superati del libro Bambini di IERI= Adulti di oggi. Adulti di oggi -> Adulti di DOMANI sono presenti in volum tematici separati terminanti ciascuno con il file Considerazioni e conclusioni / To complete and to outline che offre una sintesi organica e riassuntiva di tutti i problemi in discussione.
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