All material on this website is protected by copyright, This website also contains material copyrighted by 3rd parties.


Licenza Creative CommonsProtected by Copyscape Web Copyright Protection Software

Motore di ricerca del sito / Site Search Engine


Una vita che non si individua è una vita sprecata:
Mutande firmate e un cuore pieno di desolazione e impotenza  ...
"gli altri ti fregano quando dai fiducia"


Licenza Creative Commons
Una vita che non si individua è una vita sprecata: Mutande firmate e un cuore pieno di desolazione e impotenza di Marco Lodoli citato da Anna Abbiate Fubini è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Based on a work at http://www.repubblica.it/2004/j/sezioni/cronaca/avezzano/jeanslodoli/jeanslodoli.html..


  21 febbraio 2017




INSEGNARE a scuola mette in contatto con le verità del giorno: è come raccogliere uova appena fatte, ancora calde, magari con il guscio un po' sporco. Gli storici interrogano i secoli, ma in una classe di una qualsiasi periferia italiana si ascolta il battere dei secondi. Ebbene, oggi una ragazza di quindici anni, un'allieva che non aveva mai rivelato una particolare brillantezza, ha fatto una riflessione che mi ha lasciato a bocca aperta. 
Eravamo negli ultimi dieci minuti di lezione, quelli che spesso si spendono in chiacchiere con gli alunni. La ragazza raccontava di volersi comprare un paio di mutande di Dolce e Gabbana, con quei nomi stampati sull'elastico che deve occhieggiare bene in vista fuori dai pantaloni a vita bassa. Io le obiettavo che lungo la Tuscolana, alle sei di pomeriggio, passeggiano decine e decine di ragazze vestite così. 
Non è un po' triste ripetere le scelte di tutti, rinunciare ad avere una personalità, arrendersi a una moda pensata da altri? E da bravo professore un po' pedante le citavo una frase di Jung: "Una vita che non si individua è una vita sprecata". Insomma, facevo la mia solita parte di insegnante che depreca la cultura di massa e invita ogni studente a cercare la propria strada, perché tutti abbiamo una strada da compiere. 
A questo punto lei mi ha esposto il suo ragionamento, chiaro e scioccante:
- Professore, ma non ha capito che oggi solo pochissimi possono permettersi di avere una personalità? I cantanti, i calciatori, le attrici, la gente che sta in televisione, loro esistono veramente e fanno quello che vogliono, ma tutti gli altri non sono niente e non saranno mai niente. Io l'ho capito fin da quando ero piccola così. La nostra sarà una vita inutile. Mi fanno ridere le mie amiche che discutono se nella loro comitiva è meglio quel ragazzo moro o quell'altro biondo. Non cambia niente, sono due nullità identiche. Noi possiamo solo comprarci delle mutande uguali a quelle di tutti gli altri, non abbiamo nessuna speranza di distinguerci. Noi siamo la massa informe.
Tanta disperata lucidità mi ha messo i brividi addosso. Ho protestato, ho ribattuto che non è assolutamente così, che ogni persona, anche se non diventa famosa, può realizzarsi, fare bene il suo lavoro e ottenere soddisfazioni, amare, avere figli, migliorare il mondo in cui vive. Ho protestato, mettendo in gioco tutta la mia vivacità dialettica, le parole più convincenti, gli esempi più calzanti, ma capivo che non riuscivo a convincerla. Peggio: capivo che non riuscivo a convincere nemmeno me stesso. Capivo che quella ragazzina aveva espresso un pensiero brutale, orrendo, insopportabile, ma che fotografava in pieno ciò che sta accadendo nella mente dei giovani, nel nostro mondo. A quindici anni ci si può già sentire falliti, parte di un continente sommerso che mai vedrà la luce, puri consumatori di merci perché non c'è alcuna possibilità di essere protagonisti almeno della propria vita. Un tempo l'ammirazione per le persone famose, per chi era stato capace di esprimere - nella musica o nella letteratura, nello sport o nella politica - un valore più alto, più generale, spingeva i giovani all'emulazione, li invitava a uscire dall'inerzia e dalla prudenza mediocre dei padri. Grazie ai grandi si cercava di essere meno piccoli. Oggi domina un'altra logica: chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori per sempre. Chi fortunatamente ce l'ha fatta avrà una vita vera, tutti gli altri sono condannati a essere spettatori e a razzolare nel nulla.
Si invidiano i vip solo perché si sono sollevati dal fango, poco importa quello che hanno realizzato, le opere che lasceranno. In periferia ho conosciuto ragazzi che tenevano nel portafoglio la pagina del giornale con le foto di alcuni loro amici, responsabili di una rapina a mano armata a una banca. Quei tipi comunque erano diventati celebri, e magari la televisione li avrebbe pure intervistati in carcere, un giorno.
Questa è la sottocultura che è stata diffusa nelle infinite zone depresse del nostro paese, un crimine contro l'umanità più debole ideato e attuato negli ultimi vent'anni. Pochi individui hanno una storia, un destino, un volto, e sono gli ospiti televisivi: tutti gli altri già a quindici anni avranno solo mutande firmate da mostrare su e giù per la Tuscolana e un cuore pieno di desolazione e di impotenza.

[Coma etilico? detto in termini più rozzi: ubriaco fradicio]
ALCOL (Alcol Etilico, Etanolo, Vino, Birra, Whisky Rum, Tequila, Grappa, Cocktail, Aperitivi, etc...):
Coma etilico: L'ingestione di una forte quantità di alcol in poco tempo può provocare una vera e propria overdose, con conseguenze che possono diventare mortali.]

Alle nove del mattino Vincenzo Andraous - 04-02-2006

Alle nove di un qualunque mattino di una scuola superiore, uno studente del 1° anno è stato trasportato d'urgenza al pronto soccorso: diagnosi, coma etilico. Il Preside dell'Istituto mi ha invitato a dare un contributo con la mia testimonianza. Mi sono recato all'appuntamento con angoscia, di fronte a un episodio davvero grave; la sensibilità della parola deve camminare con la responsabilità del confronto. Nel dialogare per conoscere le problematiche della trasgressione che diventa spesso devianza, di come e quanto nell'assunzione di sostanze, nella più grande discesa c'è solamente la più dura salita, lo spavaldo di turno mi diceva che lui la canna la fumava, ma non si considerava assolutamente un drogato. Un altro simpatico provocatore mi sgridava, perché a suo dire non aveva bisogno di nessuno, si aiutava da solo per risolvere i suoi problemi. Infine qualcuno ha sostenuto che non c'è necessità di chiedere una mano all'altro, né di affidare ad altri il proprio dolore, meglio custodire nel silenzio le proprie sofferenze, proprio perché gli altri "ti fregano quando dai fiducia". Senza rendersene conto stavano sciorinando i colpi bassi che avevano condotto in sala rianimazione il loro compagno: le presunzioni, le assenze, le fughe in assunzioni di coraggio al millesimo, il nuovo disagio, quello dell'angolo autistico. Fin troppo facile ricorrere all'eredità lasciata e trapassata dalla mia adolescenza, per tentare di avvertire chi ho innanzi del pericolo insito nei rischi estremi, quelli che non hanno parentela con alcuna capacità di scelta né di libertà. I ragazzi ora tacciono, riflettono sull'intorno reale, su qualcuno che manca all'appello, ma in questa aula magna, mi accorgo improvvisamente che non riesco a sbattere contro l'inadeguatezza e l'indifferenza dei docenti, di quanti hanno giudicato e condannato, e con la stessa superficialità hanno scelto di andare a fare la spesa o qualche altra commissione, assai meno impegnativa del partecipare a questo incontro, sottraendo alla discussione quella parte di criticità vitale, affinché all'istruire trasmettendo nozioni, possa affiancarsi l'arte dell'educare, tirando fuori e costruendo insieme, intuizioni e passioni e ideali nuovi, perché questo disagio non abbia a decantare lodi all'imbocco dei vicoli ciechi...
Conaiglio Nazionale delle Ricerche

31/05/2012    Adolescenti e sostanze psicotrope: italiani nella ‘top ten’
Esce il nuovo rapporto europeo Espad sull'uso di alcol e droghe tra i 16enni, curato per l'Italia dall'Ifc-Cnr. Il nostro Paese è tra i primi dieci, con prevalenze maggiori della media, per fumo, cannabis, alcol, tranquillanti e sedativi.
Nel 2011, in Europa, i consumatori di alcolici e sostanze psicotrope tra i 16enni rimangono costanti, crescono invece i fumatori e gli assuntori di sostanze inalanti, come solventi e colle. I giovani italiani registrano consumi sopra la media europea per quasi tutte le sostanze. Questo, in sintesi, è quanto emerge dalla ricerca europea Espad che indaga sui comportamenti degli adolescenti e che lo scorso anno ha coinvolto 36 Paesi europei. In Italia, l’indagine è condotta dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa.
"L'alcol è da sempre la sostanza psicotropa maggiormente sperimentata e consumata dai sedicenni, nonostante il suo uso sia loro vietato o limitato in molti Paesi", esordisce Sabrina Molinaro dell'Ifc-Cnr, responsabile della ricerca in Italia. L'Italia si trova nella ‘top ten' con il 63% di adolescenti che hanno bevuto almeno una volta nell'ultimo mese, contro la media del 57. Il primato va alla Repubblica Ceca con il 79%, seguita da Danimarca (76%), Germania (73) e Grecia (72). Chiudono la classifica Albania (32%) e Islanda (17%). Invece per il binge drinking (cinque o più bevute in un'unica occasione), il nostro Paese con il 35% si assesta sotto il 39 di media, a dimostrazione di una differente ‘cultura del bere'. Inoltre, rispetto alla rilevazione del 2007, tra gli studenti italiani si registra un lieve calo.
Il sito che "ospita" questo articolo verrà di continuo aggiornato: per cui occorre di tempo in tempo ridargli un’occhiata ed eventualmente proporre considerazioni, critiche o informazioni che saranno molto gradite. Il file/capitolo IMBROGLIO E' IL CONTRARIO DI SVILUPPO. Da: "La violenza contro il bambino" a "Tempo di mutamenti" e "La meglio gioventù" è stato ampiamente revisionato: in particolare nei riguardi dei paragrafi riferiti alla "casa", allo "sviluppo" ed alla polemica inerente a questi argomenti - #Complessi, #elettroshock, #tempo di mutamenti, #lavoro casalingo -, e così pure ancor più amara polemica si trova nel nuovo file Opinioni, fatti, accuse / Opinion, fact. complaintIl file/capitolo dedicato a Le faccende domestiche è stato riordinato e migliorato anche con nuovi apporti di dati "positivi" su cui riflettere in termini storici e del succedersi delle generazioni e dei... pregiudizi sul "progresso".
(A questo proposito vedi anche la gentile testimonianza di
L'importanza dei ricordi, delle emozioni e delle idee sul futuro).

Prima di leggere questa pagina, o dopo come complemento - se non in parallelo ad essa: date comunque un'occhiata attenta di confronto anche ai recenti paragrafi di Consapevolezza e memoria: #transfert e #mercatino_dell_usato
per la rilevante aggiunta di contenuti, non solo di risistemazione editoriale. Anche in Quando la cartella clinica è terapeutica..., vengono riproposti questi concetti, mentre riferimenti di contenuto e bibliografici sono stati estesi ed aggiornati in Che cos’è il ‘lavoro emozionale’?

Torna alla Home


Aggiornamenti e segnalazioni:

Questo sito e i libri che ne derivano NON sono di INFORMAZIONE, ma si costituiscono come una specie di ENCICLOPEDIE TEMATICHE, in cui vengono presentati e discussi vari argomenti da leggersi e soprattutto da CONSULTARE di volta in volta. A seguito di difficoltà lamentate e relative richieste, l'architettura stessa del sito è stata modificata in funzione di un più agevole orientamento: sdoppiato, il file di prefazione e illustrazione degli indici prende ora un nuovo nome - Prefazione, introduzione e indici illustrati - che riinvia a un differente URL mentre diventa iniziale e fondamentale un file semplificato dove a prima vista compaioni i links indirizzanti sui capitoli interni. Per accogliere le richieste di una più agevole lettura, i testi di questo sito sono stati - anche - trasferiti in un LIBRO: Bambini di IERI = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di DOMANI
seconda edizione in cui questo file si trova come parte del capitolo 9 - Infanzia tempo di mutamenti:

Cortina Torino
via Ormea 69 10125 Torino (ITALY)
Tel/Phone: 0039 0116507074 / 00390116505228
Fax: 00390116502900
giuliana@cortinalibri.it marco@cortinalibri.it on-line orders valentina@cortinalibri.it


File in PDF
Nota: il file o i file file suddetti potranno essere duplicati o riprodotti su supporti elettronici, cartacei o di qualsiasi altro tipo e distribuiti liberamente, a due condizioni.
1) Il libro, qualsiasi sia il supporto, dovrà essere assolutamente integro e completo sia nel testo che nella grafica; ogni modifica, soppressione, aggiunta di qualsiasi tipo faranno decadere il permesso di duplicazione e faranno automaticamente ricadere nei reati previsti a tutela del diritto di autore.
2) L'eventuale distribuzione dei duplicati, qualsiasi sia il supporto, dovrà essere fatta esclusivamente a titolo gratuito. Eventuali operazioni commerciali dovranno essere concordate con l'autore.

Infanzia:un mestiere difficilissimo Copertina libro Infanzia
Consapevolezza e Memoria